Discorso del Presidente della Provincia di Cremona, Roberto Mariani, ai campi di concentramento di Mauthausen e Gusen
Cari ragazzi, cari insegnanti, amministratori e tutti voi presenti,
oggi siamo qui, insieme, in un luogo che porta con sé il dolore della Storia e il peso della memoria. Non è la prima volta che partecipo al Viaggio della Memoria: l’avevo già vissuto come Sindaco di Stagno Lombardo, ruolo che tuttora ricopro, ma oggi, come Presidente della Provincia di Cremona, sento ancora più forte il valore di questa esperienza.
Essere qui con voi ha un significato profondo. Non è un semplice viaggio, non è una gita scolastica qualunque. È un percorso di consapevolezza, un cammino che ci porta a toccare con mano la realtà di ciò che è stato, per capire, per ricordare, per non dimenticare. E voi, ragazzi, siete i veri protagonisti di questo percorso. Siete qui con i vostri insegnanti, con i dirigenti scolastici, con il comitato organizzatore, che da 28 anni, grazie all’impegno instancabile della professoressa Ilde Bottoli, ha permesso a migliaia di studenti di vivere questa esperienza fondamentale.
Ringrazio di cuore anche gli amministratori locali della nostra provincia che hanno scelto di essere presenti oggi. La memoria non è solo una responsabilità individuale, ma un dovere collettivo: il modo migliore per trasmetterla alle nuove generazioni è viverla, come stiamo facendo oggi, con rispetto, con emozione, con la volontà di capire.
Un ringraziamento particolare va anche alla Rete Scuole Superiori della Provincia di Cremona, con capofila l’Itis Torriani, la mia scuola, che da anni si impegna nella trasmissione della memoria storica. Oggi, qui con noi, è presente la dirigente Simona Piperno, che ringrazio per il suo prezioso contributo in questo percorso educativo.
Quest’anno il nostro viaggio assume un valore ancora più importante: siamo nell’80º anniversario della Liberazione, una ricorrenza che ci ricorda quanto sia costata la libertà di cui oggi godiamo. E proprio in questo luogo, in particolare nel campo di concentramento di Gusen 1, abbiamo reso omaggio a una delle figure che lega indissolubilmente la nostra terra a questa tragica pagina di storia: Vittorio Staccione.
Ex calciatore della Cremonese, Staccione fu deportato e ucciso qui, 80 anni fa, il 16 marzo 1945, per aver avuto il coraggio di opporsi al regime nazifascista. Per questo abbiamo voluto portare una maglia della U.S. Cremonese, firmata dai giocatori di oggi, come gesto simbolico, come segno di riconoscenza e memoria. Perché lo sport, così come la vita, è fatto di scelte, di valori, di coraggio. E Staccione, prima ancora di essere un calciatore, fu un uomo libero.
A voi ragazzi dico: portate con voi ciò che vedrete oggi, custoditelo, raccontatelo. La memoria ha bisogno di voci, di testimoni, di coscienze vigili. Il futuro dipende da chi ha il coraggio di ricordare.
Grazie.


