Dopo essere stato esposto un paio d’anni a Cremona, prima al Museo Civico e fino a ieri al Museo del Violino, lo Stradivari ex Rougemont 1702, appartenuto a Henry Ford, è tornato negli Stati Uniti, a Dearborn. Ma l’esperienza cremonese continuerà ad accompagnare lo strumento, che è volato negli States insieme a una ricca documentazione, frutto del lavoro di ricerca svolto da Fausto Cacciatori, conservatore del Museo del Violino, in collaborazione con il Laboratorio Arvedi di Analisi Chimiche non Invasive dell’Università di Pavia, coordinato da Marco Malagodi, e il Laboratorio di Analisi Acustiche del Politecnico di Milano, diretto da Augusto Sarti. Entrambi i poli di ricerca hanno sede all’interno del museo.
Marc Greuther, chief curator e direttore della Historical Resources division delle collezioni The Henry Ford, ha espresso sincero apprezzamento per il lavoro svolto a Cremona e ha ricordato come proprio la collaborazione con la Fondazione Museo del Violino, nell’ambito del progetto Friends of Stradivari, abbia stimolato la nascita di una sezione dedicata agli strumenti musicali di Henry Ford. Il magnate dell’auto era infatti un violinista assai appassionato, al punto da acquistare, negli anni Venti del Novecento, diversi capolavori di liuteria cremonese tra i quali tre Stradivari, un Guarneri del Gesù, un Carlo Bergonzi e un Nicolò Amati.
Lo Stradivari ex Rougemont dal Museo del Violino torna da Cremona a Dearborn
A Cremona importanti ricerche sullo strumento a cura di Fausto Cacciatori e dei laboratori dell’Università di Pavia e del Politecnico di Milano attivi al Museo

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