Lettera della Giunta di Lonato del Garda al primo ministro Mario Monti
Lonato d/G, 15 giugno 2012 – Su proposta dell’assessore al Bilancio, dr. Roberto Tardani, la giunta comunale di Lonato del Garda guidata dal sindaco Mario Bocchio invia al presidente del consiglio dei ministri Mario Monti una lettera in cui si rendono note le emergenze e le “difficoltà economiche” attuali di questo comune, che pur è nella lista dei “più virtuosi” d’Italia.
Lonato del Garda, come altri comuni del Paese, subisce il vincolo del patto di stabilità e, per tale legge, è impossibilitata ad aprire nuovi mutui. La giunta chiede quindi al primo ministro Monti una deroga per la contrazione di mutui ai fini della messa in sicurezza degli edifici pubblici, sia delle sedi comunali che delle scuole attualmente non sicure. Ciò alla luce degli eventi sismici di fine maggio, che hanno avuto ripercussioni anche sulle strutture scolastiche presenti nel territorio lonatese.
“Il tema centrale del patto di stabilità – si legge nel testo allegato – deve essere rimesso in discussione in particolare sotto questo profilo, al fine di permettere interventi di investimenti specifici, in base a programmi di durata pluriennale: i Comuni – almeno quelli in equilibrio finanziario – devono essere messi in condizione di gestire i saldi attivi derivanti dal rispetto del patto di stabilità ed eventualmente devono essere autorizzati a contrarre prestiti in deroga alle vigenti normative, con il fine specifico di realizzare interventi di edilizia scolastica”.
Per prevenire gravi disagi, è infatti necessario verificare le caratteristiche di antisismicità di tutti gli edifici scolastici, a fronte di eventi sempre più frequenti e territorialmente più vicini, e di intervenire laddove è indispensabile.
Ecco la lettera
Signor Presidente del Consiglio
I gravi eventi sismici che nei giorni scorsi hanno pesantemente colpito i territori dell’Emilia Romagna e della Lombardia, hanno avuto pesanti conseguenze anche sugli edifici scolastici di Lonato del Garda.
Anche nel nostro Comune vi sono strutture danneggiate o dichiarate inagibili che vanno al più presto riqualificate, ma altrettanto pressante è la necessità di verificare le caratteristiche di antisismicità di tutti gli edifici scolastici a fronte di eventi sempre più frequenti e territorialmente più vicini.
La stessa Anci è più volte intervenuta, anche in conseguenza di quanto accaduto, sul tema dell’edilizia scolastica e sulla necessità di considerarla tra le priorità nazionali, assicurando – se non un corrispondente e adeguato finanziamento da parte dello Stato – almeno la possibilità di intervento diretto da parte degli enti locali che ne abbiano la possibilità.
È quanto mai urgente quindi un nuovo piano nazionale di durata pluriennale che consenta una programmazione nel tempo degli interventi e che preveda investimenti diretti a finanziare la messa a norma e dove necessario il rinnovo dell’edilizia scolastica, favorendo così anche la ripartenza di economie locali vicine al dissesto; va inoltre previsto un maggiore coordinamento dei programmi nazionali, finalizzato ad un più efficace impiego delle risorse.
Il tema centrale del patto di stabilità deve essere rimesso in discussione in particolare sotto questo profilo, al fine di permettere interventi di investimenti specifici, in base a programmi di durata pluriennale: i Comuni – almeno quelli in equilibrio finanziario – devono essere messi in condizione di gestire i saldi attivi derivanti dal rispetto del patto di stabilità ed eventualmente devono essere autorizzati a contrarre prestiti in deroga alle vigenti normative, con il fine specifico di realizzare interventi di edilizia scolastica.
Anche Comuni virtuosi come il nostro non sono più in grado di affrontare investimenti così impegnativi senza sensibili interventi di modifica alle norme vigenti, nonostante le importanti revisioni sulla spesa corrente che da anni stiamo operando con attenzione – in particolare sul personale dipendente e sulla riduzione dei costi del debito – pur cercando di salvaguardare i servizi prioritari della istruzione pubblica, dei servizi sociali e della sicurezza. Il blocco del settore immobiliare ci ha però tolto in misura pressochè totale il gettito dei proventi urbanistici, che ci permettevano finora di finanziare i nostri investimenti senza dover ricorrere all'indebitamento, così come le alienazioni patrimoniali – che pure abbiamo programmato – sono destinate a fallire per la generale carenza di liquidità del sistema economico.
Non possiamo accettare di rimanere fermi e disarmati dinanzi all’esigenza senza più pressante e non più rinviabile di intervenire per garantire sicurezza ai piccoli delle nostre scuole dell’infanzia e ai nostri bambini e giovani dei diversi istituti scolastici.
La sicurezza dei nostri giovani cittadini dipende dagli amministratori locali e noi amministratori dipendiamo ora dalle decisioni del Governo.
Abbiamo fiducia nello Stato e siamo certi che – anche in accoglimento della nostra istanza – assicurerà il suo appoggio e il suo aiuto.
La Giunta comunale di Lonato del Garda
Ufficio Stampa Comune di Lonato del Garda
Francesca Gardenato | 338.1702911 | francescagardenato@gmail.com



