Giovedì, 02 luglio 2020 - ore 21.24

Luciana Castellina: 'La violenza frutto della fame e dell'esclusione'

La giornalista e scrittrice, ospite di Arci Cremona, ha presentato 'Guardati dalla mia fame', storia di un linciaggio popolare nella Puglia del dopoguerra.

| Scritto da Redazione
Luciana Castellina: 'La violenza frutto della fame e dell'esclusione' Luciana Castellina: 'La violenza frutto della fame e dell'esclusione'


La questione della violenza e le ragioni della nonviolenza nelle lotte popolari: questo il titolo della conversazione con Luciana Castellina presso Luogocomune - Centro Sociale Culturale Arci a Cremona. Luciana Castellina, autrice del libro Guardati dalla mia fame, scritto insieme a Milena Agus e pubblicato da Nottetempo ha spiegato il tema e l'origine della storia raccontata: nella Puglia del dopoguerra in occasione di un comizio di Giuseppe Di Vittorio, politico e sindacalista, avviene un linciaggio. Due sorelle, figlie di un ricco proprietario terriero di Andria, vengono uccise dalla folla in seguito a degli spari sul comizio sindacale. Un delitto conseguenza della fame, della precarietà quotidiana, dell'insicurezza a cui i braccianti pugliesi erano costretti dallo sfruttamento degli agrari. Luciana Castellina non si limita a raccontare il delitto, i personaggi, il contesto sociale perché "Guardati dalla mia fame è una storia del concetto di libertà. La libertà per i braccianti era mangiare, se non mangiavano, a cosa serviva vivere?" ha affermato l'autrice, "E questo spiega la rabbia, la violenza scatenata contro le sorelle Porro, figlie di quegli agrari che negavano ai braccianti di mangiare" e viste quindi come "colpevoli per classe". Quella violenza naturale e cieca delle lotte contadine e operaie divento però una soggettività politica, grazie al lavoro dei partiti come il PCI e il PSI, ma anche della DC: un lavoro che, secondo la Castellina, sta andando disgregandosi negli anni con la disgregazione dei partiti e l'allontanamento tra l'istituzione e il cittadino. Questo costituisce un pericolo: il pericolo che senza un'adeguata rappresentazione politica dei bisogni degli emarginati, degli esclusi, degli affamati - che ancora oggi esistono - le tensioni diventino violenza, e se questo accade, la democrazia ha fallito.

A.L.

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