I nostri tantissimi piccoli imprenditori del comparto non possono essere schiacciati dall'imposizione di prezzi troppo bassi da parte della multinazionale francese Lactalis. Un colosso talmente forte da potersi imporre dietro un sostanziale "o compri da me al prezzo che dico io o chiudi".
Oggi si stanno pagando le scelte sbagliate di una politica inadeguata sia in Italia che in Europa. Nella cosiddetta „guerra del lattei contributi statali sono solo un palliativo se non si cambia in maniera più strategica e lungimirante il paradigma del libero mercato „senza se e senza maÂÂ. Il ministro Martina, attivando un “Fondo latte” da 55 milioni e cancellando l'IMU agricola nella legge di stabilità, ha fatto una cosa buona ma inutile, perché è come se cercasse di curare una polmonite con l'aspirina.
Senza dimenticare che Martina è lo stesso ministro del Governo Renzi che quel fondo lo ha più che dimezzato, dato che fino allo scorso luglio ammontava a 120 milioni di euro. È lo stesso ministro del Governo che l'IMU agricola l'Âha creata, appena un anno fa. Ma soprattutto è lo stesso ministro che mentre scende in piazza con gli agricoltori, contemporaneamente col suo Governo sta creando una zona di libero scambio ancora più vasta e deregolamentata attraverso il TTIP, che produrrà l'invasione di prodotti stranieri di ogni tipo e di dubbia qualità che cancelleranno le nostre eccellenti piccole imprese italiane. Il tutto senza che i cittadini ne sappiano nulla.
E cosa dire della Lega Nord, che per così a lungo ha mantenuto il potere sia a Roma che nelle Regioni del Nord limitandosi a rinviare il problema anziché a governare i processi che oggi attacca ma di cui è stata corresponsabile?
Se la sola logica ammissibile è quella sponsorizzata dal partito del ministro Martina del mercato selvaggio, l'Âunica regola esistente è quella del „prezzo più basso' che non contempla fattori essenziali per la tutela del settore come la qualità della produzione e la loro funzione sociale. Per il M5S il made in Italy va tutelato e protetto affinché il mercato faccia vincere il migliore non il meno caro. Oggi il Governo sta cinesizzando l'Italia e questo suicidio assistito della nostra economia va fermato subito.
Nell'attesa di poter andare al governo e cambiare questa politica scellerata proponiamo alcune misure realizzabili nell'immediato in difesa dei produttori di latte. La costituzione delle Organizzazioni di produttori (OP) e delle Organizzazioni interprofessionali (OI) del comparto agricolo, con l'obiettivo di riequilibrare i rapporti di forza con le multinazionali che impongono prezzi troppo bassi.
Questo potrebbe stabilizzare i prezzi al consumo e permettere di condividere strategie e politiche di marketing volte al miglioramento della produzione e della commercializzazione. Proponiamo di utilizzare i 70 milioni di euro derivanti dalle compensazioni finanziarie per l'acquisto di formaggi agli indigenti in modo da dare liquidità alle aziende, liberare i magazzini e stabilizzare il prezzo del latte a cui si aggiungerebbero i 25 milioni di euro stanziati dalla Commissione europea che potrebbero servire, insieme ad altre risorse, per una moratoria sui mutui o ad attivare una cambiale agraria. Tutte proposte che stiamo cercando di far approvare in Parlamento in questi giorni in cui stiamo votando la legge di Stabilità. Al di là delle strategia di orizzonte, che vede come obiettivo lo stop al TTIP e il superamento dell'Europa del mercato selvaggio e dell'euro, nell'Âimmediato per sopravvivere occorre andare oltre la „mezza aspirina del ministro Martina, e mantenere la promessa dei 120 milioni per il Fondo latte. Per questo daremo battaglia dentro e fuori dal Parlamento
Danilo Toninelli Deputato MoVimento5 Stelle Cremona



