Sabato, 26 settembre 2020 - ore 23.36

MA IL CAPO DELLO STATO SI E’ ACCORTO DI AVER FIRMATO UNA LEGGE ELETTORALE IMPROPONIBILE di ARNALDO DE PORTI

Fino ad adesso il popolo italiano non ci ha pensato più di tanto, ma ora che siamo prossimi al voto, quasi tutti gli italiani si accorgono di non aver capito niente della stessa e si approcciano al voto con l’andazzo e lo spirito di chi va a fare qualcosa senza sapere cosa…

| Scritto da Redazione
MA IL CAPO DELLO STATO SI E’ ACCORTO DI AVER FIRMATO UNA LEGGE ELETTORALE  IMPROPONIBILE  di ARNALDO DE PORTI

MA IL CAPO DELLO STATO SI E’ ACCORTO DI AVER FIRMATO UNA LEGGE ELETTORALE  IMPROPONIBILE  di ARNALDO DE PORTI  

Fino ad adesso il popolo italiano non ci ha pensato più di tanto, ma ora che siamo prossimi al voto, quasi tutti gli italiani si accorgono di non aver capito niente della stessa e si approcciano al voto con l’andazzo e lo spirito di chi va a fare qualcosa senza sapere cosa…

insomma,  per fare qualcosa di diverso rispetto alla routine quotidiana,  per poi godersi il solito misero spettacolo del post voto in cui tutti dicono di aver vinto (mentre hanno perso tutti !) … ed inoltre  completamente avulsi, perché lasciati fuori dalle Istituzioni, dall’importanza insita in un dovere civico.

Il Quirinale, a cui ovviamente annetto rispetto in quanto amo le istituzioni democratiche anche se  esse sono in continuo conflitto fra loro “infischiandosene” della suddivisione dei poteri che sta alla base della democrazia,  a mio avviso avrebbe dovuto riflettere sulla comprensibilità della legge elettorale perché, se è vero che il Presidente della Repubblica rappresenta tutto il popolo italiano, è anche vero che egli ha firmato una legge incomprensibile alla stramaggioranza di questo popolo che, il 4 marzo prossimo, si recherà alle urne non certo per votare nella consapevolezza di esprimere ciò che pensa, ma per adempiere ad una funzione di facciata, magari votando per errore il contrario di ciò che effettivamente pensa.

A questo andrebbe aggiunto che questa legge elettorale, fatta in “dumping”  da Pd, Fi, Lega and co., come fanno le aziende commerciali in regime di monopolio per mettere fuori gioco la concorrenza sana (in questo caso il M5S a cui non appartengo almeno fino al 4 marzo prossimo), detta legge elettorale doveva essere analizzata trasparentemente, valutandone gli effetti perversi,  dal Presidente della Repubblica prima di sottoscriverla perché altrimenti, come in effetti sarà,  essa lascia fuori un buon 50 % di quell’elettorato che, come il sottoscritto, non la capisce o la trova addirittura incostituzionale come le precedenti. 

Una volta analizzata e considerato il rischio di togliere voce ai cittadini per darla ai partiti ed agli addetti ai lavori riconducibili ai partiti, il Presidente della Repubblica avrebbe dovuto indire un referendum a questo proposito, peraltro contemplato all’art. 87 della costituzione che, nei compiti spettanti al Capo dello Stato, recita…”il Presidente della Repubblica indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione…”, realtà che, anche se diversa rispetto alle oggettive motivazioni contemplate dal predetto articolo, poteva avere un significato di molto superiore rispetto “casino” che ne uscirà dopo il voto. A meno che, detto “casino” possa giustificarsi motivandolo con l’interesse superiore della nazione, come è successo in qualche caso…

Così facendo, il Presidente Mattarella sarebbe stato il Presidente di tutti gli Italiani e non di una parte, e cioè di quella che non la capisce e va a votare con lo stesso spirito con il quale si va a bere un caffè al bar…

Non facendo questo, a mio avviso, egli non ha fatto gli interessi di tutti gli Italiani e, mi verrebbe da pensare, sempre nel rispetto delle istituzioni,   che i suoi predecessori, non si sarebbero certamente  comportati a questo modo. 

ARNALDO DE PORTI   Feltre

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