Cosa rimane in noi quando chiudiamo un libro che abbiamo appena finito di leggere "tutto d'un fiato", come si diceva una volta, poiché oggi risulta abbastanza difficile trovare il tempo necessario per farlo, oppure a più riprese come più spesso accade? Come eravamo quando lo abbiamo aperto per la prima volta?
E abbiamo trovata, se t'abbiamo cercata, l'atmosfera necessaria per godere di quel piacere particolare, troppo particolare per essere riconosciuto subito, della lettura e della sua straordinaria dote di farci conoscere non solo altri luoghi, altre figure, altri personaggi, altri tempi, ma soprattutto noi stessi ?
Ogni volta che chiudiamo un libro che ci ha accompagnato per qualche ora, o per qualche tempo in un viaggio, illusorio d'accordo, ma pur sempre viaggio, è come raccogliere un bagaglio ed incamminarci verso casa più consapevoli della strada del ritorno, più liberi, sicuramente più ricchi. Non sono valori spendibili, purtroppo, e presto perdono considerazione, ma in ogni caso sono registrati nel conto corrente della nostra esistenza, a volte tornano utili, difficilmente si svalutano, si fanno beffe di ogni inflazione.
Ogni libro, che non leggiamo solamente per il gusto della storia che racconta, ma su cui viaggiamo investendo la parte più nobile di noi stessi e il nostro tempo prezioso, ci gratifica regalandoci la memoria non solo di quel che siamo stati, ma di quel che siamo in questo momento e in ogni momento della nostra vita.
Molti hanno già messo a punto strumenti per raggiungere l'obiettivo di una buona lettura considerandola una disciplina competa.
Altri si stanno ancora chiedendo " Come leggere?" Altri ancora: "Da dove si deve cominciare?"
Questi incontri si propongono a chi è semplicemente curioso di ".. mettersi in viaggio".
Il viaggiatore è per eccellenza un curioso : della vita, delle sue forme, di ... se stesso. Altrimenti è un turista qualsiasi che cerca solo dei consigli e questi incontri .. non fanno per lui ricordando l'arguto avvertimento di Virginia Woolf: "L'unico consiglio che una persona può dare a un'altra in merito alla lettura è, in verità, quello di non accettare consigli"
Questi incontri produrranno una più consapevole intimità con la lettura al fine di ricavarne i piaceri più estesi e profondi.
Contribuiranno a riscoprire i mezzi di espressione naturale quali la voce e il gesto: le loro funzioni, i loro significati.
Si lavorerà per migliorare l'uso della vocalità nel parlare, per acquisire una sicura padronanza della pronuncia dell'italiano.
Si affronterà la comunicazione verbale e saranno dati elementi per allenarsi a porsi di fronte a un pubblico, per parlare e leggere tenendo desta l'attenzione di chi ascolta e senza affaticarsi, usando propriamente espressività, pause, toni, ritmi e colori.
Ci si preparerà così ad intraprendere tutti i viaggi che la vita contemporanea propone, ad attraversare le vaste zone d'ombra che solo la letteratura e le arti sono in grado di penetrare e per dirla con la Dickinson: ".. con il frugale bagaglio che serve all'anima: un libro"
LUIGI OTTONI
Nato ad Ascoli, Luigi Ottoni si diploma all'Accademia D'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" di Roma.
Alterna l'attività di attore e di regista in compagnie primarie e per dodici stagioni al Piccolo Teatro di Milano.
Nel 1982 è invitato in Spagna alla Escuela Municipal de Teatro di Saragozza con l'incarico di docente di
Storia della Commedia dell'Arte. E' proprio dal linguaggio delle maschere che sviluppa una quasi maniacale ricerca sull'espressione che trasferisce nella lettura interpretativa di testi letterari e teatrali
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