Sabato, 25 maggio 2024 - ore 19.39

Miriam Ballerini Recensione L'ULTIMA MISSIONE DI GWENDY | Stephen King e Richard Chizmar

La scatola deve essere abbandonata nello spazio, che non è solo l'ultima frontiera, ma anche la discarica definitiva

| Scritto da Redazione
Miriam Ballerini Recensione L'ULTIMA MISSIONE DI GWENDY | Stephen King e Richard Chizmar

Miriam Ballerini Recensione L'ULTIMA MISSIONE DI GWENDY | Stephen King e Richard Chizmar

La scatola deve essere abbandonata nello spazio, che non è solo l'ultima frontiera, ma anche la discarica definitiva 

Terzo libro della trilogia della scatola dei bottoni. Il primo scritto in coppia come questo, il secondo scritto solo da Chizmar, e, permettetelo, si nota. Manca della genialità e della completezza che sa dargli King.

In questo romanzo, infatti, ritroviamo quella verve, quella cosa in più che ti fa amare ancora di più la protagonista e, con lei, ti fa vivere appieno la sua avventura.

Siamo nel 2026 in un mondo post pandemia, ma dove ancora ci sono le mascherine e il covid non ci ha abbandonato del tutto.

Gwendy, la protagonista di tutti e tre i romanzi, ha ancora la scatola dei bottoni datale da Farris, l'uomo con la bombetta che, nei tre libri, va e viene, a volte come custode della scatola, a volte come consegnante della stessa.

L'uomo sta morendo e chiede a Gwendy un ultimo favore: portare la scatola nello spazio e abbandonarla fra le stelle, l'unico luogo dove possa vagare senza essere più recuperata. Ha causato già tanti guai, anche il covid è stato causato da una signora che ha premuto uno dei fatidici bottoni, se dovesse ancora finire nelle mani sbagliate, sarebbe un disastro.

E le mani sbagliate già si stanno allungando verso la scatola.

“Sin da quando Richard Farris era apparso per la terza volta si era sentita come un topo in un corridoio sempre più stretto, e senza uscita”.

Gwendy soffre di alzheimer precoce e deve fare in fretta se vuole portare a termine la missione affidatale da Farris.

L'unica cosa fastidiosa del libro è che, praticamente ogni pagina, viene fatto presente che dovrebbe ricordare come si fa una cosa, ma così non è. Ora, il lettore credo sia abbastanza intelligente da aver compreso il problema e pure di ricordarselo, senza che gli venga ripresentato ogni minuto!

“E' molto meno terrorizzata dall'idea di essere seduta sopra tonnellate di carburante altamente infiammabile di quanto non lo sia dall'implacabile declino neurologico della spugna grigia che si trova tra le due orecchie”. Questo il suo problema, mentre sta viaggiando assieme ad altri, scienziati

e un ospite pagante, su una navicella che farà loro raggiungere una base spaziale.

“L'acciaio che galleggia, pensa stupefatta. Santo cielo, sono in un posto dove l'acciaio galleggia”.

Ritroviamo vecchie conoscenze, fra personaggi di Castle Rock, It di Derry, gli uomini con gli impermeabili gialli, che vogliono impossessarsi della scatola per distruggere una volta per tutte la Torre, della famosa saga della Torre nera.

Il racconto si snoda fra il 2019 e il 2026, dove scopriamo cosa è accaduto nel frattempo a Gwendy.

Un libro che si legge velocemente, parteggiando per la protagonista, senza alcun dubbio.

Dove gli scrittori hanno saputo, al di là del piccolo difetto di ripetizione, fare dell'alzheimer buona narrativa. “Le fantasie paranoiche accompagnano spesso i primi stadi dell' alzheimer. È solo uno dei tanti aspetti divertenti della malattia che ha scoperto ( e ora vorrebbe non averlo fatto) su internet. Ha anche un nome: sindrome del tramonto. E poiché quassù nello spazio c'è un tramonto ogni ora e mezza circa, le occasioni per coltivare strani pensieri non mancano di certo”.

Gwendy sconfiggerà i suoi nemici, malata o meno, avrà la forza necessaria per riuscirci. Nel finale la sua decisione ci sorprende e ci ammanta il cuore di quella tristezza che si prova per il distacco dai personaggi di carta ai quali ci si è affezionati.

Alla fine ho pianto, e, quando un romanzo riesce a strapparci fuori qualche lacrimuccia, è perché è indubbiamente un buon libro.

Anche in questo volume sono presenti i disegni che riproducono alcune scene, di Keith Minnion.

 

© Miriam Ballerini

fonte: "L’ultima missione di Gwendy" di Stephen King e Richard Chizmar: la scatola deve essere abbandonata nello spazio - OUBLIETTE MAGAZINE

L'ULTIMA MISSIONE DI GWENDY – La scatola deve essere abbandonata nello spazio, che non è solo l'ultima frontiera, ma anche la discarica definitiva – di Stephen King e Richard Chizmar

© 2022 Mondadori

ISBN  978-88-200-7292-6

Pag. 326  €16,90

 

 

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