Mercoledì, 02 dicembre 2020 - ore 23.21

No al nucleare di G.Dusi

| Scritto da Redazione
No al nucleare di G.Dusi

MOZIONE DEL CONSIGLIERE PROVINCIALE GIAMPAOLO DUSI RIFONDAZIONE COMUNISTA E COMUNISTI ITALIANI
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI CREMONA
Oggetto: Difendiamo il territorio dall’ipotesi nucleare
Per dare oggi un’attenta e corretta informazione ai cittadini così come a tutto il mondo economico, è giusto ricordare che nel 1987 il popolo italiano si è pronunciato per via referendaria contro la produzione di energia nucleare nel nostro paese.
E’ stata una scelta fatta nella consapevolezza che l’istallazione di centrali in Italia avrebbe certamente creato problemi legati ai rischi sanitari e messo in pericolo il nostro pregiato ambiente come pure l’eccellente tessuto socio-economico.
L’attuale Governo però nel 2008 ha invertito la rotta e riaperto, a distanza di vent’anni, la possibilità di avviare un nuovo programma di sviluppo nucleare ai fini energetici. Infatti, con la Legge 99 del 2009 si affronta il procedimento energetico esautorando le Regioni (ma anche le Province e i Comuni) dalla programmazione delle autorizzazioni di installazione nei siti prescelti. Per altro la forzatura della legge va oltre le normali regole di democrazia territoriale, arrivando addirittura al commissariamento degli Enti locali che non accettassero le installazioni.
Purtroppo pochi giorni fa la Corte Costituzionale ha parzialmente bocciato l’art. 4 del disegno di Legge 15 febbraio 2010 n. 31 affermando che la Regione, dove si intende installare un impianto nucleare, deve essere adeguatamente coinvolta decretando così la necessità di un parere obbligatorio seppur non vincolante della Regione interessata.
Questo cambio politico di marcia, avvenuto in accordo con le politiche francesi, obbliga ad alcune considerazioni.
In questi mesi, notizie più che affidabili riportano con un’espressione secca che il nucleare francese - a fronte di molti reattori difettosi - rischia di fare cilecca. Non lo dico io, ma la stessa società elettrica francese “Edf”, la quale monitorando i 34 vecchi impianti da 900 megawatt colpiti negli ultimi anni da ripetuti incidenti, presenta un’accusa al sistema di raffreddamento col rischio di vedere (oltre ai guasti già citati) la fusione del nocciolo del reattore. Le conseguenze catastrofiche, secondo quanto dichiarato dall’associazione ambientalista “Sortir du nucléaire” (che ha lanciato l’allarme), sarebbero di proporzioni gravissime tant’è che in Francia è stato chiesto il blocco preventivo dei 34 impianti nucleari difettosi.
Come caso esemplare viene additata la centrale di Tricastin, già nota alle cronache italiane perché situata a 160 km dal nostro confine; dove nell’incidente dell’estate del 2008 l’inquinamento ha colpito diversi corsi d’acqua nella zona di Avignone.
In Francia i 34 generatori di vapore dei reattori nucleari difettosi sono ora al centro di un completo programma di riparazione e sostituzione.
La preoccupazione però desta alcune perplessità: soprattutto la tardiva informazione sulle scoperte delle criticità di questi reattori per la gravità che tocca il cuore nucleare e la fusione. Risulta inquietante il metodo per cui questo gravoso problema sia rimasto a lungo ignorato da “Edf”.


Chiedo
al Consiglio Provinciale:

-di esprimere un totale disaccordo e l’indisponibilità all’installazione di centrali nucleari, di depositi di scorie radioattive nonché al transito delle medesime sul nostro territorio;
-il rifiuto della monetizzazione del rischio, respingendo le misure economiche di accompagnamento compensativo;
-il pieno appoggio di ogni azione popolare non violenta volta a contrastare l’installazione di impianti nucleari nel nostro territorio;
-di impegnarsi per chiedere in alternativa:
-l’adozione di un piano energetico nazionale elaborato col coinvolgimento delle Regioni, non di offerta di energia elettrica ma di definizione del fabbisogno energetico complessivo (termico, elettrico per la trazione) con evidenziate le reali possibilità di risparmio ed efficienza energetica e di sviluppo delle fonti rinnovabili;
-la valorizzazione nei piani energetici nazionale, regionali e locali dell’energia solare quale eccellenza italiana, dando così una risposta ai temi dell’occupazione per ricercatori e lavoratori in settori fortemente innovativi.
-di chiedere al governatore Formigoni  ed al Consiglio Regionale della Lombardia di esprimersi ufficialmente in ordine alla disponibilità o meno della Regione Lombardia ad ospitare centrali nucleari visto che ricorrono puntualmente i nomi dei probabili siti fra mantova e Cremona.

Il Consigliere Provinciale
Giampaolo Dusi

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