Sabato, 25 gennaio 2020 - ore 12.37

#NOCHIUSURAUTINCREMONA Rifondazione Comunista in piazza

Campagna nazionale del PRC sui diritti sociali che si sta tenendo in questa settimana in tante città d'Italia. Il banchetto di Cremona sarà al mercato domani sabato 7 dalle 10 alle 13.

| Scritto da Redazione
#NOCHIUSURAUTINCREMONA Rifondazione Comunista in piazza

#NOCHIUSURAUTINCREMONA Rifondazione Comunista in piazza

Campagna nazionale del PRC sui diritti sociali che si sta tenendo in questa settimana in tante città d'Italia. Il banchetto di Cremona sarà al mercato domani sabato 7 dalle 10 alle 13.

Francesca Berardi, Per la Federazione cremonese del PRC-SE- via cavitelli 4 Cremona

A un anno dalla chiusura del punto nascite dell'Ospedale Oglio Po, nonostante tantissime e partecipate mobilitazioni della cittadinanza e del personale ospedaliero, oggi la Regione Lombardia colpisce ancora, nel nostro territorio, un pezzo del servizio sanitario legato alla maternità: l'Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell'Ospedale di Cremona, ospedale che oltre tutto è in controtendenza rispetto agli altri essendo in aumento il numero dei parti effettuati. Una sorta di persecuzione apparentemente inspiegabile se si considera che la nostra Regione ha un assessorato dedicato alla famiglia e se si considera quanta retorica la Regione produca ogni tre per due sui valori legati alla famiglia (solo quella tradizionale, naturalmente). Il tema del declassamento dell'Unità di Terapia Intensiva Neonatale ha innanzitutto sollevato la giustissima indignazione di chi si è trovato direttamente coinvolto negli anni come utente di quel reparto che da gennaio la Regione vorrebbe chiudere: mamme, che grazie alla U.T.I.N. hanno potuto seguire da vicino e costantemente i primi difficoltosi passi nella vita dei loro piccoli venuti al mondo troppo presto. Tagliare un servizio così delicato, che funziona ed esiste da tanti anni, altamente specializzato e con personale adeguato potrebbe sembrare opera di pura cattiveria o di follia. Fa parte invece di un piano di lunga durata che da un ventennio il centro-destra lombardo sta costruendo giorno dopo giorno: il progressivo smantellamento della sanità pubblica a favore del sistema della parificazione tra pubblico e privato, sistema che attraverso le convenzioni drena continue risorse e lascia l'onere dei servizi essenziali troppo costosi e che quindi non fanno fare grandi guadagni - come il mantenimento dei pronto soccorsi - solo sulle spalle e i bilanci degli ospedali pubblici. La sottrazione delle risorse finanziare ha comportato il progressivo rincaro dei ticket e la difficoltà a far fronte alle richieste dell'utenza - le infinite liste d'attesa - cui questo sistema propone come àncora di salvezza, guarda un po', la prestazione professionale privata e in intra moenia a pagamento o la migrazione verso altri poli ospedalieri. Non bastava essere condannati a fare i pendolari per lavoro, ora anche per procurarsi l'assistenza sanitaria più adeguata: si vuole tornare ai tempi in cui la salute era un lusso per pochi. Ma in tempo di crisi il risultato è che sempre più persone rinunciano alla prevenzione e alle cure cui hanno diritto. Perché appunto, la salute è un diritto, non una merce e il servizio sanitario deve tornare ad essere pubblico, garantito, gratuito, di qualità e vicino alle persone.

Per questo sabato 7 dicembre saremo in piazza Stradivari al mercato con la  campagna sociale lanciata per questa prima settimana di dicembre, dal partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea in centinaia di città: una campagna dove i diritti al lavoro, ad un reddito dignitoso e alla pensione si legano indissolubilmente al diritto alla salute per tutte e tutti.

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