Venerdì, 10 aprile 2020 - ore 20.57

Pedretti Cgil :CREMONA SOLIDALE BASTA ALLA CONTRAPPOSIZIONE FRA DIRITTI DEI LAVORATORI E DEGLI OSPITI

La Commissione Comunale delle Politiche alla persona ha approvato l’aumento delle rette dell’Azienda speciale Cremona Solidale di 2,10 euro al giorno.

| Scritto da Redazione
Pedretti Cgil :CREMONA SOLIDALE BASTA ALLA CONTRAPPOSIZIONE FRA DIRITTI DEI LAVORATORI E DEGLI OSPITI

Pedretti Cgil :CREMONA SOLIDALE BASTA ALLA CONTRAPPOSIZIONE FRA DIRITTI DEI LAVORATORI E DEGLI OSPITI

La Commissione Comunale delle Politiche alla persona ha approvato l’aumento delle rette dell’Azienda speciale Cremona Solidale di 2,10 euro al giorno.

Prendiamo atto purtroppo della mancata convocazione di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali da parte dell’azienda, in cui avremmo sicuramente espresso le nostre perplessità su questo pesante aumento che graverà completamente sulle famiglie e che forse poteva essere programmato in modo diverso e con una certa gradualità.

Lo stesso problema lo riscontreremo probabilmente in altre RSA della nostra provincia e per questo motivo Cgil Cisl e Uil hanno chiesto un urgente incontro ad ARSAC (Associazione cremonese cui hanno aderito le RSA della nostra provincia). Del resto il sistema delle rette ha subito in questi anni diversi ritocchi, pur in assenza per 10 anni dei rinnovi dei contratti pubblici e nonostante la trasformazione societaria di numerose strutture.

Il problema infatti ha radici diverse e dovuto in primis all’insufficiente finanziamento della parte sanitaria di competenza di Regione Lombardia e del suo mancato adeguamento (ormai fermo dall’anno 2008). Questo “blocco” ha reso il contributo regionale medio per giornata uno tra i più bassi in Italia. In Regione manca anche un qualsiasi intervento riferito alla quota sociale massima, così come non vi è alcuna indicazione sulla gradualità della compartecipazione delle famiglie in base alle possibilità economiche.

Questa situazione di difficoltà complessiva, come sopra evidenziato, ha portato molte RSA a trovare nel cambiamento societario una possibile via di uscita, che nella maggioranza dei casi è coincisa con l’applicazione di contratti più svantaggiosi ai nuovi dipendenti assunti.

E’ questa la proposta che stanno facendo alcune forze politiche in questi giorni?

Nel 2018 Cgil Cisl e Uil di Cremona hanno presentato in un convegno pubblico una ricerca (raccolta e analisi di dati) su 29 RSA della nostra provincia, in cui si evince che non esiste corrispondenza fra natura giuridica e bilanci sani come neppure con l'abbassamento di salari e diritti. Il costo medio delle rette è di 57€/die, la più bassa è di 42€ euro e la più elevata di 62€ ma la stragrande maggioranza si colloca nella fascia 50-60€. Sono 5 i Contratti Nazionali utilizzati, con la conseguente applicazione di condizioni normative ed economiche diverse fra lavoratori che svolgono analoghe mansioni, anche all’interno dello stesso luogo di lavoro. Parliamo di differenze orarie settimanali, del monte ore annue di ferie e permessi retribuiti e di centinaia di euro di salario mensile.

Queste scelte possono avere portato un primo beneficio economico alle Fondazioni, ma si sono rivelate nel tempo un ostacolo alla permanenza nelle strutture di personale qualificato, che appena possibile prende il volo verso condizioni economiche normative migliori.

Siamo profondamente contrari a questa logica e diciamo con forza basta alla contrapposizione fra i diritti dei lavoratori e i diritti degli ospiti. Contestiamo l’idea che per risolvere un problema si penalizzino le famiglie dei lavoratori. Sono 6.000 i lavoratori occupati nelle RSA della provincia (principalmente donne) fra diretti (oltre 4.000) e indiretti (circa 2.000).

Riteniamo che il costo delle rette sia un problema vero da affrontare in modo serio, senza facili scorciatoie e che non si risolva modificando le condizioni dei lavoratori, ma attraverso una corretta gestione che eviti gli sprechi, con il rispetto degli impegni da parte delle istituzioni preposte e con una riforma strutturale del sistema.

Marco Pedretti – Segretario Generale Cgil Cremona

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