Giovedì, 06 agosto 2020 - ore 17.58

Ma chi rilancia la trasformazione di Azienda Cremona Solidale in Fondazione? | G.C.Storti

Ad ogni cambio di Consiglio di Amministrazione se ne riparla. E’ avvenuto nel 2009 , nel 2014 e viene rilanciato oggi. Ma da chi?

| Scritto da Redazione
Ma chi rilancia la trasformazione di  Azienda Cremona Solidale  in Fondazione?  | G.C.Storti

Ma chi rilancia la trasformazione di  Azienda Cremona Solidale  in Fondazione?  | G.C.Storti

Ad ogni cambio di Consiglio di Amministrazione se ne riparla. E’ avvenuto nel 2009 , nel 2014  e viene rilanciato oggi. Ma da chi?

In un articolo pubblicato, lo scorso 18 gennaio 2020, sul giornale on line Cremona Oggi si scrive: “Qual è il futuro dell’Azienda Speciale Comunale ‘Cremona Solidale’? Basterà procedere alla ratifica dell’aumento di 2,2 euro al giorno per degente a garantire il domani della struttura? Perché si insiste col mantenerla come Azienda Speciale quando il futuro delle case di riposo è, in tutta la provincia, quello della trasformazione in Fondazioni? Perchè su 30 strutture in provincia ben 29 sono Fondazioni e la sola mosca bianca è quella di Cremona? Ragioni vere o soltanto ragioni politiche?  Ovviamente il passaggio a Fondazione avrebbe anche per ‘Cremona Solidale’ alcuni effetti positivi come il dover pagare minori tasse e l’applicazione di un contratto per i dipendenti meno oneroso. Ma, fatti salvi i diritti acquisiti dai dipendenti, davvero è impossibile il passaggio? “

Questo è un tema datato. La decisione di creare l’Azienda Cremona Solidale e non in Fondazione fu assunta fin dalla sua costituzione  dalla giunta di Paolo Bodini non solo per salvaguardare i diritti contrattuali dei dipendenti ma perché allora fu valutato che questa forma giuridica era la più consona alla gestione aziendale.

Non è dato sapere chi ha ispirato l’articolo di Cremona Oggi che propone due ragionamenti.

La trasformazione di Azienda Cremona Solidale in Fondazione consentirebbe di pagare meno tasse e quindi indirettamente si farebbe intendere con rette meno gravose a carico degli ospiti.

Poi si aggiunge che il passaggio dovrebbe avvenire  “fatti salvi i diritti acquisiti dai dipendenti” ; vuol dire  mantenimento dell’attuale contratto di lavoro pubblico dell’area degli enti locali per gli attuali dipendenti e nuovo contratto privatistico(che costa meno)  per i nuovi. Si faccia chiarezza !!

Il messaggio pubblico che viene lanciato è quindi quello che se si deve fare l’aumento delle rette ciò dipende dall’aumento dei costi contrattuali del personale e dal fatto che si pagano più tasse.

Suvvia è un ragionamento semplicistico che ha le gambe corte . Ma Cremona Oggi dove ha raccolto questa  valutazione che pare essere lanciata apposta per sondare il terreno?

Possibile che una amministrazione di centro-sinistra  si appropri di cavalli di battaglia delle precedenti gestioni di centrodestra ( leggasi giunta Perri)?

Seguiremo i lavori della commissione welfare del 20 gennaio. Ma questi, se sono messaggi, non possono essere lanciati a mezzo stampa ma resi responsabilmente pubblici con analisi e progetti.

Sicuramente il sindacato si allerterà come nel passato.

Ma  coloro che hanno lanciato ‘il sasso nello stagno’ si rendono conto dei problemi sociali che si aprirebbero?

Tutti sanno che queste strutture assistenziali non saranno mai in pareggio né tanto meno in utile. Per reggere economicamente è necessario che  abbiamo risorse aggiuntive che le comunità debbono garantire.

Gian Carlo Storti

In allegato l'articolo di Cremona Oggi

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