Domenica, 16 giugno 2019 - ore 16.35

Pianeta Migranti. Costretti a bighellonare dalla Regione Lombardia.

Puro razzismo in salsa padana. In Regione, passa la mozione Lega votata a scrutinio segreto, che premia i Comuni che non impiegano migranti per la cura del verde pubblico e non utilizzano manodopera dei richiedenti asilo. Nessuna utilità sociale per loro. Pezzi di scarto.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. Costretti a bighellonare dalla Regione Lombardia. Pianeta Migranti. Costretti a bighellonare dalla Regione Lombardia. Pianeta Migranti. Costretti a bighellonare dalla Regione Lombardia. Pianeta Migranti. Costretti a bighellonare dalla Regione Lombardia.

Pianeta Migranti. Costretti a bighellonare dalla Regione Lombardia.

Puro razzismo in salsa padana. In Regione, passa la mozione Lega votata a scrutinio segreto, che premia i Comuni che non impiegano migranti per la cura del verde pubblico e non utilizzano manodopera dei richiedenti asilo. Nessuna utilità sociale per loro. Pezzi di scarto.

La Lombardia premierà i comuni che non si avvarranno di richiedenti asilo come volontari per la cura delle aree verdi pubbliche: a stabilirlo è una mozione della Lega, approvata con 34 sì (voto segreto) in Consiglio regionale, che si ispira al motto salviniano "prima gli italiani". Precedenza alle imprese e ai disoccupati lombardi per la cura delle aiole, dei parchi, dei giardini comunali. Il testo è passato per un pelo, 32 i contrari: tra loro Pd e Movimento 5 Stelle.

Dopo il decreto Sicurezza che, per assurdo, metterà per strada migliaia di migranti lasciandoli in balia di se stessi, della criminalità e del malaffare proprio per creare più sicurezza nelle città, la Lombardia eccelle anche nel vietare ai migranti l’unico lavoro che li rendeva ancora socialmente utili: raccogliere le foglie dell’autunno, tagliare i rami secchi nei giardini pubblici.

Per l’opinione pubblica, se i migranti non lavorano sono fannulloni, perdono tempo e scroccano. Se lavorano, invece, tolgono lavoro agli italiani.

Dopo aver esplorato la soluzione di ributtarli a mare e spingerli nella disperazione dei centri libici, per quelli che fortunatamente sono riusciti ad arrivare in Italia e sono stati accolti, ora non resta nemmeno la cura del verde pubblico.

In nome della sicurezza delle città, il decreto Salvini costringe tanti migranti a bighellonare per strada col rischio che, arrabbiati da questo trattamento, creino disordine pubblico. L’occasione sarebbe propizia per indicarli come nemici della città, far intervenire le forze dell’ordine, invocare la necessità di un governo forte e dell’uomo forte, impersonato ovviamente da Salvini. La logica è quella di portarci verso uno stato illiberale, autoritario, ancora una volta sulla pelle dei migranti, ma col consenso dell’opinione pubblica e con l’appoggio della sicumera regionale lombarda. Infatti, la prima firmataria del documento della Lega in Regione, la consigliera leghista Federica Epis, ha dichiarato che il provvedimento era necessario visto che "il settore florovivaistico del nostro territorio deve essere difeso e incentivato attraverso buone pratiche amministrative che investano sulle imprese e sulle professionalità locali, non su persone che sono arrivate qui illegalmente". Per la consigliera "il mercato del lavoro non dev'essere penalizzato dall'immigrazione clandestina". Di qui la scelta di premiare gli enti locali che fanno ricorso a manutentori professionisti del verde pubblico e l'impegno a verificare le "modalità di utilizzo di richiedenti asilo" per la gestione del verde, in particolare "sul possesso delle necessarie e apposite qualifiche professionali, sui requisiti previdenziali e assicurativi".

Una posizione contestata dall'opposizione PD secondo cui "la mozione voluta dalla Lega per fare la faccia feroce contro i migranti colpisce i sindaci e rende più difficile il lavoro del volontariato e della cittadinanza attiva". 

Stessa linea ha avuto il consigliere del M5s che l’ha definita una "mozione assolutamente inutile, che non cambia la vita ai lombardi, non tutela le imprese e rischia di fare uno sgambetto al volontariato”. Dunque, una mozione pretestuosa, puramente razzista, alla luce anche del fatto che i florovivaisti hanno confermato che “non subiscono la concorrenza di lavoretti volontari che mai si sostituiscono agli appalti sul verde pubblico". Ma, come insegna Macchiavelli, ogni mezzo è buono pur di raggiungere un dato fine.

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