Domenica, 21 ottobre 2018 - ore 01.02

Pianeta migranti. Di fronte ai fatti di Macerata prendiamo posizione.

Oltre al femminicidio di una ragazza indifesa, anche la strage razzista in nome di una giustizia fai da te. Si è perso il minimo senso di umanità. Preoccupante il crescente consenso al razzismo e all’odio fomentato dai vari imprenditori della paura.

| Scritto da Redazione
Pianeta migranti. Di fronte ai fatti di Macerata prendiamo posizione. Pianeta migranti. Di fronte ai fatti di Macerata prendiamo posizione. Pianeta migranti. Di fronte ai fatti di Macerata prendiamo posizione. Pianeta migranti. Di fronte ai fatti di Macerata prendiamo posizione.

Pianeta migranti. Di fronte ai fatti di Macerata prendiamo posizione.

Oltre al femminicidio di una ragazza indifesa, anche la strage razzista in nome di una giustizia fai da te. Si è perso il minimo senso di umanità. Preoccupante il crescente consenso al razzismo e all’odio fomentato dai vari imprenditori della paura.

L’odio sta nella mente e nel cuore di chi uccide, ma può anche essere indotto da un clima sociale e politico che coltiva la violenza. Non si spiegano altrimenti i fatti di Macerata,  i consensi e perfino l’elogio di forze sociali e politiche verso chi ha sparato per strada a persone individuate per il colore della loro pelle.

Purtroppo, dalla scorsa estate ad oggi, il nostro paese ha fatto scelte al ribasso riguardo al rispetto dei diritti umani, al diritto internazionale e al principio di solidarietà incluso nella Costituzione. Si è cominciato col gettare fango sulle ong criminalizzandole ingiustamente; si è inventato il “decoro urbano” contro i più deboli, mettendo all’angolo il principio di solidarietà. In nome del rischio di una deriva antidemocratica nel paese, si è affidato alla Libia il salvataggio/respingimento dei profughi in mare; si sono tollerate le torture, la schiavitù e la detenzione dei campi libici, definiti “un oltraggio alla coscienza” dall’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Zeid Raad Al Hussein. Il tutto per tenere lontani i migranti, colpevoli di voler approdare  nel nostro Paese.

Oggi, una martellante propaganda elettorale inculca l’idea che “siamo invasi” e che ci dobbiamo difendere”. False notizie che generano false percezioni. Secondo il rapporto Eurispes 2018 gli italiani credono che gli immigrati siano il 16% della popolazione, invece dell’8% reale. Da qui, i luoghi comuni: “Non se ne può più… forse sparare ai neri è troppo, ma rimandarli a casa loro sì”… Frasi che, accompagnate da dimostrazioni di appoggio a chi a Macerata ha sparato, rivelano l’immaginario di un Paese logorato nel proprio senso civile, svuotato di quei valori che si ritenevano fino a ieri acquisiti, un paese aperto al ritorno del fascismo. Una lettura questa, che ci viene confermata anche dai comunicati di alcune reti e associazioni straniere in Italia.

La Rete della Diaspora Africana Nera, condannando sia l’inumana violenza di chi ha ucciso Pamela che l’estremista di destra autore della strage di “neri”, ha dichiarato che “la responsabilità politica di un atto del genere è da attribuire a forze politiche che fomentano odio da troppo tempo, creando ad arte un nesso tra criminalità e presenza di immigrati in Italia. A questo disegno partecipano una certa stampa, che confonde volutamente i termini migrante, straniero, extra-comunitario, richiedente asilo, profugo, ecc… e alcune forze politiche, che in mancanza di idee concrete, trovano nello straniero le cause di tutti i mali della società italiana: la disoccupazione  e la delinquenza.“

L’Unione dei giovani italo-cinesi ha rilasciato questo commento: “La politica ha una parte grande di colpa, ma alcune responsabilità sono dei migranti che delinquono. Gli ultimi fatti ci scuotono e obbligano noi, giovani italiani di seconda generazione nati da genitori provenienti da altre culture e altre terre, ad una profonda riflessione sull’Italia del 2018. Come è accaduto negli anni Trenta in Germania, questa avanzata razzista e xenofoba trova un terreno fertile anche in Italia: crisi economica, insicurezza, localismo e nazionalismo imperanti, globalizzazione senza regole…”. Secondo i giovani italo cinesi, “la politica italiana è ferma su questi temi. Più esattamente, è totalmente succube… viaggia a vista, senza un programma e una visione a lungo termine.”

Insomma, i nuovi italiani, a cui è negata la cittadinanza, hanno parecchio da dire anche ai navigati politici che non vedono al di là delle prossime elezioni.

 

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