Sabato, 21 settembre 2019 - ore 15.32

Pianeta Migranti. Fermiano i migranti vendendo armi ai loro governi.

Dietro il trattato di cooperazione Italia -Niger del 2017 per fermare i migranti, un trattato del tutto segreto, c’è un florido mercato di armi e di affari. Grazie al ricorso delle associazioni Asgi, Cild e Rete Disarmo, l’accordo è stato recentemente reso pubblico.

| Scritto da Redazione
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Pianeta Migranti. Fermiano i migranti vendendo armi ai loro governi.

Dietro il trattato di cooperazione Italia -Niger del 2017 per fermare i migranti, un trattato del tutto segreto, c’è un florido mercato di armi e di affari. Grazie al ricorso delle associazioni Asgi, Cild e Rete Disarmo, l’accordo è stato recentemente reso pubblico.

Il Niger, uno dei Paesi più poveri al mondo, è il luogo di transito dei migranti diretti al Mediterraneo ed ha un’importanza  strategica per l’Europa. Per questo va controllato e presidiato come una frontiera esterna. In quanto tale è anche il posto ideale per gli affari delle multinazionali armiere e della sicurezza.

Le risorse non mancano. Ci sono i 7,9 miliardi di euro stanziati per il periodo 2014-2020 dall’Ue con vari fondi, tra cui 3,1 miliardi del fondo per l’Asilo, le migrazioni e l’integrazione che possono essere impiegati per finanziare tecnologie sofisticate al fine di sorvegliare gli spostamenti e identificare i migranti.

Nel 2017 Italia e Niger hanno stretto un accordo che prevede una missione di cooperazione militare con l’obiettivo di arginare, insieme alle forze locali, la tratta di esseri umani e il traffico di migranti verso la Libia e da qui verso le nostre coste. L’accordo stipulato col Niger ha la caratteristica di un accordo militare dal carattere segreto. Va nella traccia dei tanti accordi militari che l’Italia ha stretto con paesi africani, in una forma cosiddetta “semplificata”, ossia, che entra in vigore al momento della firma, che viene sottratto al procedimento di previa autorizzazione legislativa alla ratifica,  e dunque al controllo delle Camere e del Presidente della Repubblica.

Per rendere pubblico l’accordo Italia - Niger le associazioni Asgi e Cild, sono ricorse all’istituto giuridico dell’“accesso civico” e il TAR del Lazio accogliendo il ricorso ne ha desecretato il testo.

La parte rilevante del trattato di 6 pagine, evidenzia che la collaborazione tra Italia e Niger è di tipo industriale. Comprende infatti la cessione di materiale militare da parte del nostro Paese e la possibilità per i privati di esportare mezzi militari aggirando la normativa italiana sul commercio delle armi

Nel testo infatti, appare un folto e diversificato elenco di armi ed equipaggiamenti militari concessi al Niger: “navi; aeromobili ed elicotteri militari, sistemi aerospaziali; carri e veicoli militari; armi da fuoco automatiche e relativo munizionamento; armamento di medio e grosso calibro; bombe, mine (fatta eccezione per le mine anti-uomo), razzi, missili, siluri; polveri, esplosivi e propellenti appositamente costruiti per uso militare; sistemi elettronici, elettro-ottici e fotografici; materiali speciali blindati appositamente costruiti per uso militare; materiali specifici per l’addestramento militare; macchine ed equipaggiamento costruiti per la fabbricazione, il collaudo ed il controllo delle armi e delle munizioni; equipaggiamento speciale appositamente costruito per uso militare”.

E’ questo, purtroppo, un modo di aiutare i migranti -a casa loro- che dal vertice UE della Valletta del 2015 moltiplica accordi, memorandum, compact con Paesi Terzi senza disdegnare affari e vendita di armi. Un florido mercato sulla pelle dei migranti che non si fermeranno però nemmeno davanti ai carri armati. 

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