Mercoledì, 19 settembre 2018 - ore 20.58

Pianeta Migranti. Per l' Onu: in Italia violenza e razzismo.

"Abbiamo intenzione di inviare personale in Italia per valutare forte incremento di atti di violenza e razzismo contro migranti, persone di origini africane e rom", ha detto l’alto commissario per i diritti umani Michelle Bachelet a Ginevra.

| Scritto da Redazione
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Pianeta Migranti. Onu: in Italia violenza e razzismo.

L'Alto commissariato per i diritti umani dell’Onu ha annunciato di voler mandare osservatori in Italia per valutare se sia in atto una campagna persecutoria contro i migranti. Di solito gli osservatori Onu sono inviati in paesi con regimi che violano i diritti umani. La notizia sconcerta e viene il serio dubbio che non siamo più in democrazia. Tuttavia gli italiani stanno tranquilli.

"Abbiamo intenzione di inviare personale in Italia per valutare forte incremento di atti di violenza e razzismo contro migranti, persone di origini africane e rom", ha detto l’alto commissario per i diritti umani Michelle Bachelet a Ginevra. "Il governo italiano sta negando l'ingresso alle navi da soccorso delle Ong. Questo tipo di atteggiamento politico e altri recenti sviluppi ha conseguenze devastanti per molti persone già vulnerabili" ha aggiunto Bachelet. "Sebbene il numero dei migranti che attraversano il Mediterraneo sia diminuito, il tasso di mortalità nei primi sei mesi di quest'anno è stato più alto del precedente". Inoltre, "voler dare priorità al ritorno dei migranti dall'Europa, senza assicurare che gli obblighi internazionali in materia di diritti umani siano assicurati, non può essere considerata una risposta di protezione".

E ha precisato che le politiche sulle migrazioni dovrebbero essere "basate sulla realtà non sul panico. Erigere muri, proiettare paura e rabbia sui migranti non offre soluzioni di lungo periodo per nessuno, solo più ostilità, miseria, sofferenza e caos".

Il ministro Salvini ha risposto:” non accettiamo lezioni da nessuno, tantomeno dall’Onu che si conferma prevenuta, inutilmente costosa e disinformata”.

Tutti sappiamo che in questi ultimi mesi è partita la caccia all’uomo nero, con atti di aggressione fisica, colpi di pistola, insulti, violenze varie e immotivate nei confronti di persone di colore. Ogni giorno la cronaca riferisce di tali atti esecrabili in un crescendo continuo. Gli attacchi razzisti però, colpiscono anche chi accoglie e dà sostegno ai migranti come nel caso di don Massimo Biancalani, un prete pistoiese attivo nell’accoglienza dei profughi insieme al Comitato parrocchiale di Vicofaro e Ramini. La sua attività nei confronti dei rifugiati e dei profughi, lo hanno fatto diventare vittima di un tiro al bersaglio che di civile ha ben poco. Tutto è cominciato dopo il duro attacco di Salvini sui social, e da allora la vita della comunità parrocchiale è stata praticamente destabilizzata. Don Biancalani si è rivolto direttamente a papa Francesco con una lettera. Ecco l’incipit: “Santo Padre, ci rivolgiamo a lei in un momento di grande amarezza per la nostra comunità impegnata nell'accoglienza di poveri e in particolare di rifugiati”. Troppe le offese ricevute sui social e per posta, come ha affermato il parroco in una conferenza stampa in cui ha annunciato che presenterà una serie di denunce alle forze dell’ordine. “L' ultima che mi è arrivata - dice il prete - contiene offese indicibili nei miei confronti”. La lettera verrà consegnata personalmente dal parroco in Vaticano la settimana prossima, dove è in programma una convention inerente alla questione migranti alla quale vi parteciperà come relatore. Nella lettera inoltre, ha voluto ricordare che “adducendo motivi di sicurezza e di inadeguatezza dei locali parrocchiali, le autorità preposte hanno deciso lo sgombero della struttura di Vicofaro a Pistoia, che accoglieva da alcuni anni i “fratelli nel bisogno”. Precisa che a nulla sono valsi gli ingenti sforzi economici della parrocchia per adeguare gli ambienti all'accoglienza perché sono stati giudicati insufficienti. “Hanno dimenticano volutamente l'azione generosa e il servizio infaticabile e solidale reso al territorio accogliendo tante persone, che altrimenti sarebbero costrette a vivere in condizioni precarie e pericolose”, ha concluso il parroco.

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