Piazzale Ospedale di Cremona. Si tagliano ancora alberi per fare nuovi parcheggi.Non va bene così !!
Pubblichiamo tre lettere sullo stesso argomento. La prima del sig.Giulio Isernia. La Risposta di ASST e l'ultima del sig.Mauro Accorsi
Le lettera di Giulio Isernia Cremoma
Gentile direttore, ho letto con interesse, sulla stampa locale, l’articolo ‘Via gli alberi da Largo Priori per creare 64 posti auto’ e credo che una decisione di
questo tipo meriti qualche domanda in più. Nessuno nega il problema della sosta nell’area dell’ospedale di Cremona: chiunque abbia avuto necessità di
recarsi al Maggiore conosce le difficoltà che possono incontrare pazienti, familiari e visitatori nel trovare parcheggio. Garantire una buona accessibilità
alla struttura, soprattutto per anziani e persone con difficoltà motorie, è certamente una priorità. Proprio per questo, però, occorre chiedersi se abbattere
alberi maturi per ottenere 64 posti auto aggiuntivi rappresenti davvero la soluzione più efficace a un problema strutturale. La stessa Asst informa che
intorno all’ospedale esistono più aree pubbliche e gratuite destinate alla sosta.
In occasione di una precedente riorganizzazione, inoltre, l’Asst arrivò a definire il parcheggio esterno accessibile da via Ca’ del Ferro «praticamente inutilizzato», tanto da predisporre un nuovo accesso pedonale per favorirne l’utilizzo. La domanda, allora, è inevitabile: prima di decidere di
sacrificare gli alberi, è stato misurato l’effettivo utilizzo di tutti i parcheggi già disponibili intorno all’os pedale ?
Quanti posti esistono complessivamente? Qual è il loro tasso di occupazione nelle diverse fasce orarie?
Quanti rimangono eventualmente inutilizzati? Sono state valutate soluzioni alternative capaci di aumentare o razionalizzare l’offerta di sosta senza
eliminare verde esistente? Quale sarà, durante la fase transitoria tra il vecchio e il nuovo ospedale, il reale fabbisogno di parcheggi? E soprattutto: Largo
Priori continuerà ad avere, fra alcuni anni, la stessa funzione e lo stesso fabbisogno di sosta che ha oggi? Sono domande decisive anche per valutare l’opportunità dell’intervento.
Il rischio, altrimenti, è quello di sacrificare oggi alberi maturi per rispondere a u n’esigenza che potrebbe essere almeno in parte transitoria, proprio mentre
l’intero sistema ospedaliero sta per essere ripensato. C’è poi una questione di proporzioni: 64 nuovi posti sono sufficienti a incidere realmente sul problema della sosta dell’ospedale? Se il beneficio fosse soltanto marginale, avremmo sacrificato un patrimonio ambientale consolidato senza avere
risolto il problema.
Gli alberi presenti in un grande parcheggio non sono un semplice elemento ornamentale. Producono ombra, riducono il surriscaldamento dell’asfalto e delle automobili, contribuiscono alla mitigazione dell’isola di calore, assorbono parte delle precipitazioni e migliorano la qualità complessiva dello spazio urbano. Colpisce inoltre che Largo Priori sia stata in passato una delle aree interessate dai programmi di nuove piantumazioni promossi dal Comune. È quindi legittimo chiedersi quale sia la coerenza di una politica urbana che prima investe nell’incremento del patrimonio arboreo e successivamente sacrifica alberature per aumentare la superficie destinata alle automobili.
E non basta affermare che gli alberi eventualmente abbattuti saranno sostituiti. Sarebbe necessario sapere quanti alberi saranno eliminati, di quali specie, dimensioni ed età, quale sia il loro stato di salute, quanti ne verranno ripiantati, dove e con quali tempi. Per recuperare la stessa capacità di ombreggiamento e gli stessi benefici ambientali possono essere necessari decenni.
Anche l’accessibilità dell’ospedale meriterebbe, inoltre, una visione più ampia. La struttura è servita da diverse linee urbane di autobus, con fermate sia in largo Priori sia in viale Concordia. Una migliore gestione dei parcheggi esistenti, collegamenti pubblici più efficienti e soluzioni strutturali per la sosta potrebbero essere considerate all’i nterno di un progetto complessivo, anziché ridurre la questione alla semplice alternativa tra alberi e automobili.
Non si tratta di essere contro i parcheggi. Davanti a un ospedale la possibilità di parcheggiare è importante, soprattutto per chi ha maggiori difficoltà negli spostamenti.
Ma proprio per questo servono soluzioni efficaci e durature, non necessariamente quelle più semplici da realizzare. Mi sarei quindi aspettato qualche domanda in più rivolta a chi propone l’intervento, così da permettere ai cittadini di valutare non soltanto ciò che si guadagna con un progetto, ma anche ciò che si perde.
Giulio Isernia Cremoma
21 agosto 2026
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La risposta dell'ufficio Comunicazione e relazione esterne Asst Cremona
Gentile direttore, in riferimento alla lettera ‘Alberi da tagliare, pensiamoci bene’, pubblicata sulla stampa locale nel ringraziare il lettore per le osservazioni puntuali, tutte meritevoli di attenzione.
Accessibilità, parcheggi, tutela del verde e qualità ambientale sono temi che hanno accompagnato fin dall’inizio la progettazione del nuovo ospedale di
Cremona. Un primo elemento importante: il nuovo ospedale e il parco sono parti dello stesso progetto.
L’edificio, infatti, è stato pensato in relazione con il paesaggio, per aumentare le superfici verdi e ombreggiate, ridurre l’effett o ‘isola di calore’ e fare della natura una componente degli spazi di cura. Nello specifico, la realizzazione del nuovo ospedale avverrà in diverse fasi e, durante i lavori, l’obiettivo sarà mantenere l’attuale disponibilità di posti auto, limitando il più possibile i disagi per cittadini e dipendenti. Una necessità concreta, considerato che l’automobile resta oggi il mezzo più utilizzato per raggiungere l’ospedale. Per questo il fabbisogno di parcheggi è stato valutato attraverso uno studio sull’utilizzo degli spazi nelle diverse fasce orarie.
I dati mostrano un’elevata occupazione, con una saturazione del parcheggio interno che tra le 11 e le 14 supera il 100 per cento. In questo quadro vanno letti anche i 64 posti auto citati nella lettera: non sono nuovi, ma stalli già esistenti in Largo Priori, di fronte al CUP, che dovranno essere temporaneamente ricollocati perché l’area sarà tra le prime interessate dai lavori.
Una soluzione transitoria, necessaria per mantenere invariata la disponibilità di sosta. A regime, invece, dagli attuali 1.640 posti auto – 9 89
interni e 651 esterni – si passerà a circa 1.879, l’80 per cento dei quali interrati.
Questo permetterà di aumentare la capacità complessiva e, allo stesso tempo, ridurre la presenza delle automobili in superficie, lasciando più spazio al verde e alle persone. A tutela del patrimonio arboreo, infatti, il progetto prevede un significativo incremento delle alberature: saranno messi a dimora 1.184 nuovi alberi nella prima fase, fino ad arrivare a 1.465 a intervento completato. Siamo consapevoli del valore degli alberi esistenti e della necessità di preservarli: per questo ogni rimozione sarà valutata con attenzione e limitata a quanto strettamente necessario per la
realizzazione dell’opera.
Ringraziamo ancora il lettore per le osservazioni e per l’opportunità di chiarire alcuni aspetti delprogetto.
Comunicazione e relazione esterne Asst Cremona
22 agosto 2026
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Le lettera di Mauro Accorsi Cremona
Ancora parcheggi ?
Caro direttore, che la città necessiti di una drastica diminuzione di emissioni inquinanti lo dimostrano i dati relativi alle patologie collegate.
Allora mi pare che il previsto aumento di posti auto per il nuovo ospedale sia una scelta sbagliata, perché spinge all’uso dell’auto.
Ancora una volta, ai politici sembra mancare lungimiranza.
Mauro Accorsi Cremona
24 agosto 2026


