Il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni interviene sulle criticità sollevate da ANFFAS Crema in merito al nuovo sistema a voucher introdotto da Regione Lombardia, che secondo l’associazione sta generando difficoltà e disuguaglianze nell’accesso ai servizi.
"La denuncia di ANFFAS Crema pone una domanda fondamentale: come è possibile favorire davvero l’autonomia e l’indipendenza delle persone con disabilità attraverso percorsi personalizzati, costruiti sulle esigenze e sulle specificità di ciascuna persona, se il meccanismo dei voucher rischia, al contrario, di diventare un ostacolo?"
Piloni evidenzia come un sistema che dovrebbe favorire la personalizzazione degli interventi finisca invece per aumentare la discontinuità, anziché garantire continuità assistenziale ed educativa.
"Una criticità che, oltre ad ANFFAS, era già stata denunciata anche da Nessuno è Escluso ODV, CONFAD e LEDHA" osserva Piloni "Di fronte alle difficoltà emerse, Regione Lombardia ha dovuto rivedere il proprio approccio, riconoscendo che il sistema a voucher penalizzava soprattutto la gestione delle situazioni di maggiore complessità e bisogno, come nel caso delle persone con autismo di livello 3, per le quali la stabilità dei percorsi e dei riferimenti è fondamentale. È quindi intervenuta introducendo correttivi, con l'obiettivo di favorire la continuità assistenziale. Un intervento necessario, ma che rischia di essere soltanto una soluzione parziale a un problema più ampio".
Una situazione che, secondo il consigliere regionale, mette in luce anche le difficoltà di Regione Lombardia nel comprendere pienamente i bisogni dei territori e nel costruire una reale integrazione sociosanitaria.
"Ancora una volta, emerge quanto le proposte di Regione Lombardia rischino di essere costruite senza una conoscenza sufficientemente approfondita dei bisogni e delle reali condizioni dei territori. Basti pensare che, nelle province di Mantova e Cremona, si stimano 225 progetti di vita indipendente sostenuti attraverso la misura B1, di cui 167 (il 74%) realizzati con educatori non sociosanitari e che, proprio per questo, rischiavano di dover essere interrotti.
Emerge anche tutta la difficoltà di costruire una vera integrazione sociosanitaria. Un tema di cui si parla da tempo, ma che continua a presentare criticità e che, nella pratica, rischia di produrre ulteriori ostacoli anziché mettere in rete competenze, risposte e servizi a sostegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie"
Piloni ricorda infine l'iniziativa assunta dal Partito Democratico in Consiglio regionale e conferma l'impegno a seguire l'evoluzione della vicenda.
"Come Partito Democratico, in Consiglio regionale abbiamo portato questa criticità all'attenzione della Giunta già il 6 ottobre scorso, riscontrando una disponibilità a intervenire che ha poi prodotto i correttivi sopra richiamati.
Continueremo a seguire la questione e a vigilare affinché la continuità assistenziale sia realmente garantita, a partire dai progetti di vita indipendente".



