L’amministrazione comunale di Pizzighettone per il tramite dell’Assessore all'Istruzione Cristina Carminati risponde al consigliere Bruno Tagliati sui temi da lui posti sul locale istituto comprensivo.
Ecco il testo della dichiarazione : “Innanzitutto il problema del calo demografico con necessario ridimensionamento dell'Istituto Comprensivo e la perdita di due cattedre sono due problemi che investono la scuola secondaria di primo grado ma sono slegati tra loro” sottolinea l'Assessore all'Istruzione Cristina Carminati, che approfondisce: “Le due cattedre sono state eliminate in un ambito di tagli a livello provinciale causati da pesanti riduzioni del budget imposte dal Governo. Il Comune si è presentato come interlocutore tra i vari soggetti in campo cercando di ottenere i risultati migliori per studenti, famiglie e insegnanti”.
Continua la Carminati : “Il calo demografico è un elemento critico che avevamo già individuato da tempo, per questo già da un paio di anni stiamo incontrando sia i dirigenti provinciali, sia i responsabili del Provveditorato, sia gli altri sindaci del territorio” precisa Maria Carla Bianchi, primo cittadino a Pizzighettone. “Ci sono altre realtà limitrofe alle quali possiamo accorparci – spiega il sindaco – ma che fino a poco tempo fa non si sentivano toccate in prima persona dal problema e, quindi, hanno rallentato la nostra attività che, al contrario, era stata tempestiva nel prevedere il problema e nel mettere in campo una soluzione adeguata.(…).Per quanto riguarda il trasferimento di alcuni ragazzi alle scuole di Cavacurta, Maria Carla Bianchi precisa che “si tratta di motivi scolastici. Infatti, l'amministrazione due anni fa aveva indetto una riunione, in presenza della dirigente scolastica, dedicata ai genitori che avevano scelto Cavacurta, per capire quali fossero le motivazioni legate a questa 'emorragia'. In quella sede i genitori avevano spiegato di aver scelto la scuola di Cavacurta sopratutto per il fatto che quella scuola è a tempo pieno per cinque giorni la settimana. Altri motivi che li avevano spinti in quella direzione è che i figli terminano l'orario scolastico con i compiti sostanzialmente già svolti, non gravando quindi sulla famiglia; infine i genitori avevano riferito che la scuola di Cavacurta organizza programmi extra scolastici durante i “ponti feriali”.



