Sabato, 21 settembre 2019 - ore 23.48

PROFUGHI O MIGRANTI LA GENTE CHE LAVORA ALL'ESTERO HA TUTTI DOCUMENTI IN REGOLA. NON FACCIAMO PARAGONI ASSURDI

MIO NIPOTE LAVORA A LONDRA MA CON DOCUMENTI ALTRIMENTI SAREBBE STATO ESPULSO. NON FACCIAMO PARAGONI POCO COERENTI PER ANDARE IN AFRICA DOCUMENTI SERVONO ALTRO CHE PAESI SOTTOSVILUPPATI I PAESI SOTTOSVILUPPATI SIAMO NOI

| Scritto da Redazione
PROFUGHI O  MIGRANTI LA GENTE CHE LAVORA ALL'ESTERO HA TUTTI DOCUMENTI IN REGOLA.  NON FACCIAMO PARAGONI ASSURDI

PROFUGHI O  MIGRANTI LA GENTE CHE LAVORA ALL'ESTERO HA TUTTI DOCUMENTI IN REGOLA.  NON FACCIAMO PARAGONI ASSURDI

MIO NIPOTE LAVORA A LONDRA MA CON DOCUMENTI ALTRIMENTI SAREBBE STATO ESPULSO. NON FACCIAMO PARAGONI POCO COERENTI PER ANDARE IN AFRICA DOCUMENTI  SERVONO ALTRO CHE PAESI SOTTOSVILUPPATI I PAESI SOTTOSVILUPPATI SIAMO NOI

Che tristezza ascoltare i loro racconti che parlano del loro viaggio difficile in mare verso l’Italia, con in tasca i sogni, le speranze e l’allegria di giovani ragazzi nonostante il loro narrare abbia l’odore della guerra e della polvere da sparo, insomma una situazione molto complessa. Poi se erano gay venivano condannati perché non  apprezzati, sodomizzati,  inoltre niente lavoro e molta povertà.   La dittatura proibiva qualsiasi forma di opposizione ed era tutto in mano al dittatore, così, ogni possibilità di crescita economica o di diritti umani, veniva negata. Per questo che sono venuti in Europa per cercare un futuro, una vita migliore e più pacifica.

“La crisi in Italia? La crisi è nel mondo, ma ci sono paesi in cui si vive meglio, rispetto ad altri”.

Agghiacciante il primo approccio in alcune aeree di detenzione, smistamento, dove non c’era legge e molta violenza, soprattutto nei confronti delle persone di colore costringendoli a lavorare senza essere pagati e se si rivoltavano venivano minacciati a morte. Praticamente costretti a lavorare gratuitamente.

Erano stati raggirati da alcune persone che rassicuravano che la guerra era circoscritta solo in una determinata aerea, mentre le limitrofe erano sicure. Il lavoro non mancava soprattutto nel campo edilizio, ma arrivati, la realtà si profilava sotto i loro occhi nella sua veridicità. Il disordine regnava, il pericolo sempre imminente, ovunque, insostenibile la vita e allora si decideva per arrivare in Europa, pagando una certa somma.

Venivano condotti verso alcune zone costiere per imbarcarsi, non facendo comprendere quale sarà la loro destinazione; ma scappare  da  certi luoghi era l’unica soluzione possibile.

Partirono in gommone, il mezzo che costava meno, verso l’Italia, lontano dalla guerra. Ricordano che durante la notte, in mezzo al mare, alcuni grossi pesci, forse delfini, saltavano vicini al gommone; avevano paura che se si fossero avvicinati troppo, sarebbero affogati, bastava poco a bucare un mezzo del genere.

“Ci sono agenti “brokers” africani, che procacciano clienti prendendo una percentuale sul viaggio, la maggior parte dei soldi li danno a chi è capo dell’organizzazione”.

 Durante il viaggio era permesso portare solo una bottiglietta d’acqua, niente cibo, infatti tante persone in seguito stavano male ma non c’era nessuno che potesse soccorrerle, né aiutarle.

Ora volevano solo lavorare e magari a continuare a studiare, purtroppo nel loro paese solo una persona poteva farlo perché costava parecchio.

Volevano che spari, violenza appartenessero ad un’altra vita.

Loro alla televisione, raccontavano i risvolti, i retroscena , il numero illimitato di sfumature ancora ignote al pubblico occidentale e le trappole ancora da chiarire che incorrono questi migranti.

 

Un mondo quello del migrante a molti sconosciuto, con quell’esistenzialismo pessimista, che racconta delle miserie e delle poche nobiltà di un incredibile  pianeta quasi del tutto africano.

Loro nel loro intimo, certamente non dimenticheranno le gesta del loro popolo, le antiche radici della loro gente sempre chiamata a sostenere un ruolo difficile di sopravvivenza in quanto chiamati negri spregevolmente, apprezzando le generazioni passate dedite a reclamare una propria identità.

Quindi, leggendo, ascoltando, si verranno a conoscere le mille storie, gli aneddoti, i sogni, le speranze e le miserie di questo mondo  a volte dimenticato.

In fondo questi migranti, sono persone come noi, sparpagliate su  continenti della terra, con diversi ambizioni ma tutti soggetti a essere una eterna fabbrica delle illusioni.

POI RACCONTANO CHE VENGONO MESSI SU UN CANOTTO, IN SEGUITO TOLGONO IL MOTORE E VANNO ALLA DERIVA, IN SEGUITO BUCANO IL  GOMMONE PER FAR ARRIVARE PRIMA I SOCCORSI.

DICONO CHE CI SONO GIA’ LE NAVI A ATTENDERLI.

NOI SIAMO SCETTICI SU QUESTI RACCONTI, INFATTI PREFERIAMO NON FARE COMMENTI…………….

RIGUARDO LE DONNE SONO OBBLIGATE A SPOSARSI PER PROCURA…..

VOI NON IMMAGINATE NEPPURE QUANTE STORIE CI RACCONTANO…….

SONO SOLO PREOCCUPATI PER I NUOVI ARRIVI…………ALTRO CHE FRATELLI E SORELLE………….TEMONO DI PERDERE GLI AIUTI.

POVERA GENTE……..ALLA SERA NEL LETTO E LORO SU BARCONI CHE RISCHIANO DI MORIRE.  NON E’ GIUSTO……..

UNA BRIANZOLA

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