Pianeta Migranti. Arrivata in Parlamento la legge di iniziativa popolare della campagna ‘Ero Straniero’
I promotori della campagna hanno incontrato i Parlamentari e i rappresentanti di Banca d’Italia, Confindustria, Cia-Agricoltori italiani, Istat, Inps e Fondazione Leone Moressa, lo scorso 11 luglio. I dati emersi dal dibattito dicono che il nostro paese ha tanto bisogno degli immigrati.
La campagna “Ero straniero. L’umanità che fa bene” è promossa da Radicali Italiani, dalla Casa della Carità di Milano, ACLI, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto, CILD, con il sostegno di decine di sindaci e organizzazioni, laiche e religiose impegnate sul fronte dell’immigrazione.
La proposta di legge, “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari è stata sottoscritta da 90.000 cittadini italiani e depositata il 27 ottobre 2017 alla Camera e ora all’esame della Commissione affari costituzionali.
Il confronto in Parlamento verte sull’introduzione di canali d’ingresso per il lavoro che facilitino l’incontro dei datori di lavoro italiani con i lavoratori dei Paesi terzi; la possibilità di regolarizzare gli stranieri radicati nel territorio ma senza un titolo di soggiorno, a fronte della disponibilità di un lavoro o di legami familiari, come già avviene in Spagna e Germania.
Nella prima sessione Luigi Cannari, Vice Capo Dipartimento Economia e statistica di Banca d’Italia, ha messo in luce che nel 2060 ci saranno 8 milioni di lavoratori italiani in meno e che l’ingresso di 180.000 stranieri – giovani – ogni anno nei prossimi 10 anni, ad esempio, potrebbe contenere la pressione inevitabile creata da questo dato. “Se il saldo migratorio fosse pari a ‘0’ la popolazione in Italia invece calerebbe del doppio, ossia di 15 milioni”, ha spiegato Cannari. “Mancando la produttività del lavoro, il PIL calerà del 11% da qui al 2060. Per evitarlo, la produttività deve crescere dello 0,3% all’anno. Se il saldo migratorio fosse ‘0’, l’incremento della produttività dovrebbe essere di 3 volte superiore al dato precedente”
Cinzia Pagni, CIA – Agricoltori italiani, ha auspicato che si arrivi a un sistema che incroci domanda e offerta di lavoro: “un aspetto che si è cercato di riformare molte volte senza successo, legato inevitabilmente anche alla questione del caporalato, questione che investe anche imprenditori seri”. Con favore è vista dalla CIA anche l’introduzione del sistema dello sponsor: molti agricoltori, infatti, rimangono senza manodopera a causa della riduzione dei flussi degli ultimi anni. Quanto al problema degli invisibili senza documenti – i quali spesso si rivolgono alle imprese agricole – “servono regole chiare di emersione: sono persone che esistono al di là delle regole che ci diamo e delle economie che vogliamo costruire”.
Claudio Ceccarelli dell’Istat, ha sottolineato che “la quota di stranieri con professioni non qualificate aumenta andando da Nord a Sud” e che spesso coprono una fetta di mercato del lavoro non coperta dagli italiani e, fissate anzianità aziendale e qualifica contrattuale, la retribuzione oraria mediana è sempre maggiore per i lavoratori italiani rispetto ai colleghi stranieri
La Fondazione Leone Moressa, ha ricordato che gli irregolari presenti in Italia al 1° gennaio 2018 sono 533.000: dato che i rimpatri sono circa 6 mila all’anno, sarebbero necessari quasi 100 anni per riportarli nei Paesi d’origine.


