Mercoledì, 20 novembre 2019 - ore 00.31

Pianeta Migranti. Il decreto Sicurezza bis può nuocere proprio a Salvini.

La propaganda anti-migranti del ministro degli Interni è l’esca con cui cattura i 2/3 dei suoi voti. Se il decreto Sicurezza bis riesce davvero a togliere di mezzo i migranti, Salvini perde l’esca, perde i consensi e si indebolisce politicamente.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. Il decreto Sicurezza bis può nuocere proprio a Salvini. Pianeta Migranti. Il decreto Sicurezza bis può nuocere proprio a Salvini. Pianeta Migranti. Il decreto Sicurezza bis può nuocere proprio a Salvini.

Pianeta Migranti. Il decreto Sicurezza bis può nuocere proprio a Salvini.

La propaganda anti-migranti del ministro degli Interni è l’esca con cui cattura i 2/3 dei suoi voti. Se il decreto Sicurezza bis riesce davvero a togliere di mezzo i migranti, Salvini perde l’esca, perde i consensi e si indebolisce politicamente. 

Un sondaggio Ipsos, a metà luglio, dice che il 59% degli italiani è d’accordo con la politica dei porti chiusi. Un secondo studio (Swg) dice che, grazie alla campagna anti-Ong, oltre 6 italiani su 10 stanno con Salvini. Ciò dimostra che sulla questione migranti Salvini accresce l’indice di gradimento e che, se vuole mantenerlo, deve tenere aperto il problema invece di risolverlo. 

Se il decreto Sicurezza Bis, che prevede dure sanzioni economiche e penali, riuscisse davvero a togliere tutte le Ong dal Mediterraneo, Salvini non potrebbe più parlare di “invasione, di clandestini, di pacchia…” e soprattutto non potrebbe più scaricare sui migranti la colpa del malessere economico e sociale degli italiani.

E’ evidente che il decreto Sicurezza bis viola in più punti la nostra Costituzione, oltre che vari articoli dei trattati internazionali.

L’articolo 2 del decreto, che prevede multe per le navi Ong, arresti e sequestri, va contro gli articoli 3 e 10 della nostra Carta costituzionale e contro i seguenti trattati: la Dichiarazione universale dei diritti umani (1948), la Convenzione europea sui diritti dell’uomo (1950), la Convenzione sullo Statuto dei rifugiati (1951), la Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (1966), il Patto internazionale sui diritti civili e politici (1966), la Convenzione internazionale sulla ricerca e il salvataggio marittimo (1979), la Convenzione Onu sul diritto del mare (1982), la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (2000).

Di fronte a tutte queste palesi violazioni insite nel decreto, vien da pensare che la sua funzione prioritaria sia proprio quella di aprire una diatriba sulla sua incostituzionalità: un contenzioso tra l’interpretazione dei giuristi e quella del Ministro, il quale potrebbe contrapporre al parere dei giudici-burocrati il sentire e gli interessi degli italiani. Buttare benzina sul fuoco alimentando una polemica tra le istituzioni gli permetterebbe di tenere viva la sua campagna anti migranti che gli conferisce potere politico. Una strategia importante, visto che la sopraggiunta crisi di governo porta all’orizzonte possibili elezioni politiche.

Sarebbe però un’operazione macchiavellica per cui il fine da raggiungere (i voti) giustifica il mezzo impiegato: una strategia che l’etica politica dovrebbe vietare se non fosse -oggi- ridotta a un puro fantasma e in balia dei giochi di potere, invece che del bene comune.

 

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