Martedì, 05 marzo 2024 - ore 11.41

Questo è un Paese di “anime perse” | Vincenzo Montuori (CR)

Nelle piccole città come Cremona, vince chi guadagna anche un solo voto in più rispetto all’avversario e, inoltre, i candidati sono spesso già conosciuti

| Scritto da Redazione
Questo è un Paese di “anime perse” | Vincenzo Montuori (CR)

Questo è un Paese di “anime perse”, cioè di gente che non sa, a livello politico, più dove andare a parare, anche se vorrebbe andare a parare da qualche parte; e lo dico con tutto il rispetto per tante persone che si rendono conto dell’importanza del voto ma sono fortemente disorientate.

Per quanto riguarda le elezioni europee e quelle regionali, ormai l’elemento dei programmi è quasi ininfluente, perché esse sono spesso lo specchio degli equilibri consolidatisi a livello nazionale; da quel punto di vista, non mi aspetto grandi scostamenti dai dati acquisiti alle politiche 2022: qualcuno guadagnerà qualcosa, qualche altro perderà qualcosa ma non penso che ci saranno grosse novità.

Diverso è il discorso delle elezioni comunali, sebbene anche lì non bisogna farci troppo affidamento: in questo caso, infatti, e soprattutto nelle piccole città come Cremona, vince chi guadagna anche un solo voto in più rispetto all’avversario e, inoltre, i candidati sono spesso già conosciuti, persone che si incontrano per strada e che, magari, si salutano.

Se posso permettermi di dare un suggerimento ai candidati già designati e a quelli che si presenteranno di qui a poco, nel nostro contesto, non è importante cercare di sottrarre più o meno voti agli avversari o tentare di accreditarsi presso i “poteri forti” che, da anni e anni, stanno apparentemente alla finestra per poi contrattare con i vincitori (questo è un errore di vecchia data largamente praticato, e non solo a Cremona); non è necessario alimentare il fenomeno delle  liste civiche che, bene che vada, sono l’altra faccia della disaffezione dei cittadini  verso i partiti; e male che vada, sono  l’espressione di episodi di trasformismo strumentale di cui abbiamo, purtroppo,  già sperimentato gli effetti destabilizzanti.

 Poiché è probabile che il vincitore, chiunque egli/ella sarà, non supererà nettamente gli altri, sarebbe utile che tutti i candidati, se non in prima istanza almeno al ballottaggio, cercassero di recuperare i voti degli aspiranti astenuti (che saranno tanti, tra il 35 e il 40%), rimotivandoli al voto.

Le vicende elettorali lo dimostrano ampiamente: si vince con i voti degli indecisi o degli ex astenuti; diversamente, aumenterà il fenomeno dell’astensionismo con buona pace di chi predica di andare a votare comunque.

Con affetto per tutti i candidati alle elezioni comunali 2024.

VINCENZO MONTUORI (Cremona)

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