Domenica, 22 maggio 2022 - ore 04.20

Resurrezione con Lev Tolstoj | Marco Pezzoni (Cremona)

Ecco l’incipit dell’ultimo romanzo di Lev Tolstoj “ Resurrezione” dove amore del vivente, ripudio della guerra e della violenza, primavera come rinascita

| Scritto da Redazione
Resurrezione con Lev Tolstoj | Marco Pezzoni (Cremona)

Resurrezione con Lev Tolstoj | Marco Pezzoni (Cremona)

Ecco l’incipit dell’ultimo romanzo di Lev Tolstoj “ Resurrezione” dove amore del vivente, ripudio della guerra e della violenza, primavera come rinascita etica e civile sono ancora oggi di fronte alla tragedia dell’Ucraina e all’emergenza climatica la prospettiva umana più autentica per la pace e per delegittimare ogni forma di dominio

“Per quanto gli uomini, riuniti a centinaia di migliaia in un piccolo spazio, cercassero di deturpare la terra su cui si accalcavano, per quanto la soffocassero di pietre, perché nulla vi crescesse, per quanto esalassero fumi di carbon fossile e petrolio, per quanto abbattessero gli alberi e scacciassero tutti gli animali e gli uccelli, – la primavera era primavera anche in città. Il sole scaldava, l’erba, riprendendo vita, cresceva e rinverdiva ovunque non fosse strappata, non solo nelle aiuole dei viali, ma anche fra le lastre di pietra, e betulle, pioppi, ciliegi selvatici schiudevano le loro foglie vischiose e profumate, i tigli gonfiavano i germogli fino a farli scoppiare; le cornacchie, i passeri e i colombi con la festosità della primavera già preparavano i nidi, e le mosche ronzavano vicino ai muri, scaldate dal sole. Allegre erano le piante, e gli uccelli, e gli insetti, e i bambini. Ma gli uomini – i grandi, gli adulti – non smettevano di ingannare e tormentare se stessi e gli altri. Gli uomini ritenevano che sacro e importante non fosse quel mattino di primavera, non quella bellezza del mondo di Dio, data per il bene di tutte le creature, la bellezza che dispone alla pace, alla concordia e all’amore, ma sacro e importante fosse quello che loro stessi avevano inventato per dominarsi l’un l’altro».

 

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