Martedì, 16 aprile 2024 - ore 15.33

Rifugiati in Europa Amnesty : le proposte della UE ancora lontane dal risolvere la crisi

Le nuove proposte annunciate oggi dalla Commissione europea per affrontare la crisi globale dei rifugiati faranno passi verso la protezione dei rifugiati, ma non saranno risolutivi né a breve né a lungo termine, ha dichiarato Amnesty International.

| Scritto da Redazione
Rifugiati in Europa Amnesty : le proposte della UE ancora lontane dal risolvere la crisi

Iverna McGowan, direttrice dell'ufficio di Amnesty International presso le istituzioni europee, ha affermato: "Le proposte rese note dalla Commissione europea contribuiranno ad affrontare la crisi dei rifugiati, certamente però non la risolveranno - né a breve, né a lungo termine. Gli stati membri dell'Ue devono collaborare con la Commissione per attuare una revisione del sistema di asilo europeo molto più ambizioso – sulla base di un’assistenza significativamente maggiore agli stati in prima linea per l’accoglienza dei richiedenti asilo, l’elaborazione delle richieste e il riconoscimento comune dello status di rifugiato all'interno dell'Unione europea. Gli stati membri dovrebbero cercare di aumentare i percorsi sicuri nell'Ue, non i paesi sicuri dove rispedirli.”

In vista dell'annuncio della Commissione, Amnesty International ha pubblicato un ordine del giorno per l'Europa chiedendo un’Unione di protezione per i rifugiati. L'Agenda definisce i cambiamenti urgentemente necessari nell’approccio dell'Ue alla crescente crisi dei rifugiati in vista della riunione  di emergenza del Consiglio di Giustizia e Affari interni in programma il 14 settembre.

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La risposta dei leader europei alla crisi dei rifugiati  è inadeguata 

La risposta dei leader europei alla crisi dei rifugiati in espansione è stata incoerente e priva di leadership, coraggio e compassione, ha dichiarato Amnesty International lanciando la propria Agenda per l'Europa, alla vigilia dell’annuncio della Commissione europea sulle nuove proposte per affrontare la crisi.

il documento “Un'Unione di protezione: l'Agenda di Amnesty International per la protezione dei rifugiati in Europa” illustra i cambiamenti urgentemente necessari nell'approccio dell'Europa all’intensificarsi della crisi dei rifugiati, in vista della riunione di emergenza del Consiglio di Giustizia e Affari interni che si terrà a Bruxelles lunedì 14 settembre.

"Il livello di sofferenza che affrontano i rifugiati in fuga da violenza e violazioni dei diritti umani ha raggiunto un livello mai visto in Europa dalla Seconda guerra mondiale", ha dichiarato John Dalhuisen, direttore di Amnesty International per l'Europa e l'Asia centrale.

"La risposta alla crisi dei rifugiati in Europa è stata frammentaria e incoerente nel momento in cui la necessità di una leadership lungimirante e una riforma radicale del sistema di asilo al collasso dell'Europa non è mai stata così grande."

Amnesty International chiede di adottare un approccio strategico a livello europeo al fine di garantire un aumento di percorsi sicuri e legali per i rifugiati in fuga da persecuzioni e conflitti. Vi è un urgente bisogno di condizioni di accoglienza adeguate e umane all’arrivo, procedure di asilo snelle e stati che condividano equamente la responsabilità di accogliere i rifugiati.

"Nei prossimi giorni l'Europa avrà un'importante occasione per ritrovare se stessa e la propria identità, fondata sulla solidarietà e sui diritti umani. Ma perché ciò accada dovrà affrontare con molto più coraggio di ora una crisi di portata epocale, qual è quella attuale dei rifugiati in fuga. Amnesty International Italia continuerà a chiedere un cambiamento radicale di atteggiamento - in ogni modo e in ogni possibile occasione. Venerdì 11 settembre invitiamo tutti a partecipare con noi alla ‘Marcia delle donne e degli uomini scalzi’, che sfilerà in molte città italiane, affinché la difesa della vita umana sia sempre messa al primo posto". – ha esortato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia.

Quasi 2.800 persone hanno già perso la vita finora quest'anno nel tentativo di cercare sicurezza in Europa. Sono state necessarie le immagini scioccanti di questi incidenti per smuovere dalla noncuranza alcuni leader europei che ora fanno marcia indietro e aumentano le offerte di posti di reinsediamento.

Le scene disperate in Ungheria e Grecia hanno dimostrato che le difficoltà dei rifugiati e dei richiedenti asilo sono lungi dall’essere terminate anche quando raggiungono l'Unione europea (Ue).

Il personale di Amnesty International ha recentemente testimoniato le spaventose condizioni di accoglienza e l’attacco fisico da parte di un gruppo di teppisti ai danni di rifugiati e degli attivisti che li sostengono, sull'isola greca di Kos.

I ricercatori di Amnesty International hanno denunciato anche dall’Ungheria, dove hanno incontrato persone che sono state detenute senza cibo né acqua e altre costrette a dormire all'aperto.

L’Agenda di Amnesty International per la protezione dei rifugiati in Europa elenca i problemi che devono essere affrontati e le azioni urgenti e coordinate che devono essere prese.  

I leader europei devono con urgenza:

• aumentare in modo significativo il sostegno degli stati membri dell’Ue in prima linea in modo da fornire condizioni di accoglienza umane e accelerare il trattamento delle domande d'asilo.

• Assicurare l'accesso al territorio dell'Ue per i rifugiati che arrivano alle frontiere terrestri esterne.

• Ridurre la pressione esercitata sui paesi alle frontiere esterne attraverso un sistema di trasferimento di emergenza.

•  Rivedere la normativa europea che limita la libertà di movimento dei richiedenti asilo all'interno dell'Ue.

• Fermare le violazioni dei diritti umani, ponendo fine a respingimenti, maltrattamenti e uso eccessivo o non necessario della forza.

Per una soluzione più sostenibile, i leader europei devono fornire percorsi più sicuri e legali nell'Ue per evitare le morti sulle rotte pericolose e concordare un sistema di asilo comune con uguali diritti e un programma di assistenza in tutta l'Ue.

Amnesty International stima che nei prossimi due anni saranno necessari 1.380.000 posti per il reinsediamento dei rifugiati più vulnerabili in tutto il mondo. L'organizzazione chiama a raccolta gli stati membri dell'Ue per offrirne almeno 300.000 in questo periodo, sia attraverso programmi nazionali sia un programma obbligatorio istituito dall'Ue.

"C'è una crisi globale dei rifugiati, non è solo una crisi europea. I leader dell'Ue non possono ignorarlo o voltare le spalle alle tragiche conseguenze. Dopo mesi a tergiversare, ora devono finalmente stabilire una risposta coordinata all’emergenza e revisionare dalle fondamenta il fallimentare sistema di asilo".

 

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