Lunedì, 15 giugno 2026 - ore 13.28

CGIL Cremona: bene la rimozione del manifesto anti-abortista

Ora piena applicazione della 194 e più consultori pubblici

| Scritto da Redazione
CGIL Cremona: bene la rimozione del manifesto anti-abortista

CGIL Cremona: bene la rimozione del manifesto anti-abortista. Ora piena applicazione della 194 e più consultori pubblici

CGIL Cremona, insieme a Collettive 365 Donne CGIL Cremona, condivide e sostiene la scelta del sindaco Andrea Virgilio di rimuovere il manifesto anti-abortista di fronte all’Ospedale di Cremona.

La salute riproduttiva è un diritto delle donne e va protetta da ogni forma di pressione psicologica, soprattutto nei luoghi di cura. Gli spazi pubblici vicini alle strutture sanitarie non possono diventare terreno di propaganda ideologica.

Concordiamo con le parole del sindaco: “Nessun manifesto conosce la storia di una donna”. Ogni donna che si reca all’Ospedale di Cremona per richiedere l’Interruzione Volontaria di Gravidanza affronta un percorso complesso, anche emotivo, e non deve subire colpevolizzazioni esterne o messaggi che rischiano di aumentarne la sofferenza, come il richiamo “non rinunciare alla felicità”.

La rimozione di quel manifesto, però, solleva il velo sulla reale e ancora parziale applicazione della Legge 194 del 1978 nel nostro territorio. I dati ufficiali dell’ASST mostrano che, nell’équipe medica aziendale che unisce i presidi di Cremona e Oglio Po, il 50% dei ginecologi in organico è composto da obiettori di coscienza. Una percentuale che, in un’unica équipe territoriale, rende l’applicazione della legge un ingranaggio fragile: basta un trasferimento o un pensionamento per indebolire, o rendere di fatto inesigibile, un diritto previsto dalla legge.

Accanto all’obiezione di coscienza registriamo un forte ritardo nell’accesso alle metodiche meno invasive per la salute della donna, come l’aborto farmacologico. Le linee guida del Ministero della Salute prevedono l’IVG farmacologica con la pillola RU486 fino alla nona settimana di gestazione e, preferibilmente, in regime ambulatoriale o di day hospital. Nel nostro territorio, invece, l’accesso alla RU486 sconta ancora resistenze culturali e organizzative, con percentuali di utilizzo sensibilmente inferiori rispetto alla media europea e ad altre regioni italiane.

Come sindacato ribadiamo che la vera tutela della maternità consapevole non si fa con i cartelloni, ma potenziando i servizi sul territorio. La realtà di Cremona e provincia è allarmante: nel capoluogo è presente un solo consultorio pubblico, quello gestito dall’ASST in via San Sebastiano, unico presidio totalmente pubblico della città. La normativa nazionale prevedrebbe un consultorio ogni 20.000 abitanti: la copertura attuale è sotto gli standard minimi.

A questa carenza storica del pubblico provano a rispondere anche strutture private e convenzionate, di ispirazione confessionale, come il Consultorio UCIPEM di Cremona, che colmano, o tentano di colmare, un vuoto che dovrebbe essere affrontato con un investimento strutturale nella sanità pubblica territoriale. Pesano anche la mancanza di personale specializzato e il sotto-organico dei pochi presidi esistenti, con ricadute su supporto contraccettivo, consulenze preventive e supporto psicologico laico e gratuito.

In ogni sede e in ogni occasione, anche a Cremona, come CGIL chiediamo alle istituzioni regionali e locali di invertire la rotta: riaprire e potenziare i consultori pubblici storici, pianificare il reclutamento mirato di personale medico non obiettore, non lasciare la Legge 194 solo sulla carta e rendere ordinario, sicuro e accessibile l’utilizzo della RU486. Servono medici e personale sanitario non obiettori, psicologi e assistenti sociali assunti stabilmente.

La libertà di scelta si difende solo garantendo servizi pubblici efficienti, laici e territoriali. Non difendendo manifesti colpevolizzanti. Per questo continueremo a batterci per il pieno rispetto dei diritti civili e sanitari delle cittadine.

La Segreteria CGIL Cremona

 

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