Lunedì, 10 agosto 2020 - ore 18.38

Rosario Ariano: solidarietà e vicinanza al bravo infermiere della Pneumologia di Cremona Luca Alini

Derogo al principio di tenermi lontano dai social nella pausa estiva per esprimere la mia solidarietà e vicinanza al bravo infermiere della Pneumologia di Cremona Luca Alini.

| Scritto da Redazione
Rosario Ariano: solidarietà e vicinanza al bravo infermiere della Pneumologia di Cremona Luca Alini

Rosario Ariano: solidarietà e vicinanza al bravo infermiere della Pneumologia di Cremona Luca Alini

Derogo al principio di tenermi lontano dai social nella pausa estiva per esprimere la mia solidarietà e vicinanza al bravo infermiere della Pneumologia di Cremona Luca Alini.

Non ho letto il suo post, forse rimosso, ma le sue dichiarazioni alla stampa quelle si e su giornali delle più disparate tendenze politiche.

Luca ha solo espresso in modo semplice, chiaro e condivisibile il pensiero del 99.99 % degli operatori della sanità e, cioè, il timore di ritornare a rivivere i tragici momenti dei mesi scorsi, nei quali abbiamo visto di persona ammalarsi e spesso morire, impotenti, tante persone, tra cui amici, colleghi, conoscenti senza poter fare altro che sedarli per dargli una fine senza più sofferenza.

Sono morti ad oggi 172 medici e almeno 40 infermieri per curare i pazienti ammalatisi di COVID. Ora cari negazionisti, complottisti etc. etc l’efficacia delle vostre farneticazioni è splendidamente incarnata nella strage che il COVID-19 sta mietendo in paesi guidati da alcuni vostri idoli, tipo Trump, Bolsonaro etc, ma credo che non sia il caso di dedicare altro spazio alla pochezza che vi contraddistingue.

Concludo però, ancora una volta con una frase di Umberto Eco dedicata ai leoni da tastiera e agli “opinionisti” da strapazzo che popolano, anzi, infestano di violenza ed idiozie quotidianamente i social: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività.

Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».

 

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