Sabato, 14 dicembre 2019 - ore 07.05

Sel Cremona e Crema con il Kurdistan

Sinistra Ecologia Libertà continuerà nell'attività di monitoraggio diretto della situazione grazie agli importanti rapporti allacciati con i rappresentanti del HPD e si è già attivata presso il Governo italiano affinché a livello internazionale vengano fermamente condannate le nuove operazioni di polizia

| Scritto da Redazione
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Ieri Lunedì 9 novembre, alle 18,30 presso Spazio Comune a Cremona, con replica alle 21 presso la Sala dei Ricevimenti del Comune di Crema, su iniziativa di SEL Cremona e Crema si è tenuto l'incontro pubblico dal titolo Cremona e Crema con il Kurdistan per porre all'attenzione dell'opinione pubblica la drammatica situazione del popolo Kurdo, in prima linea nei combattimenti contro le milizie dell'ISIS ma anche sottoposto a persecuzione, violenze e attacchi militari e politici da parte del Governo Turco del Presidente Erdogan che, per giustificare di fronte all'opinione pubblica mondiale le repressioni, inserisce il PKK nella lista nera delle organizzazioni terroristiche.

L'on. Franco Bordo deputato di SEL - Sinistra italiana ha raccontato la sua duplice recente esperienza nei territori del Kurdistan sia con una delegazione parlamentare per chiedere al governo Turco l'apertura di un corridoio umanitario per portare aiuti, viveri e farmaci al popolo Kurdo nelle zone di confine con la Siria dove infuriano i combattimenti anti ISIS a ridosso della città di Kobane; sia come osservatore internazionale nei territori abitati dal popolo kurdo in occasione delle recenti elezioni politiche turche.

Firat Ak, rappresentante di UIKI Onlus - Ufficio d'Informazione del Kurdistan in Italia, sta cercando con la sua testimonianza diretta, di far conoscere all'opinione pubblica mondiale la drammatica situazione del Kurdistan e della minoranza Kurda in Turchia che cerca di raggiungere il proprio riconoscimento democraticamente attraverso la rappresentanza politica nel parlamento Turco attraverso l'HPD (partito democratico del popolo), che rappresenta anche le istanze della sinistra e delle minoranze etniche e confessionali, oltre agli omosessuali e transgender e non solo dei 15 milioni di kurdi presenti in Turchia.

Alle elezioni politiche dello scorso giugno l'HPD e riuscito a superare di misura (13%) l'altissima soglia di sbarramento del 10% istituita dal Parlamento in cui Erdogan ha la maggioranza assoluta in funzione anti kurda conquistando 80 seggi. Le forze politiche uscenti dalle elezioni non sono però riuscite a costruire l'accordo per formare un nuovo governo di coalizione nel ristrettissimo tempo concesso da Erdogan, facendo appello alle tensioni sociali nel paese (alimentate dallo stesso) e i primi di novembre si sono svolte nuove elezioni, in un clima costellato da una serie di attentati, bombardamenti sulle montagne del Kurdistan, coprifuoco nelle città, chiusura di media e testate giornalistiche, assalti alle sedi dell'HPD, attività tutte progettate per gettare discredito sul popolo kurdo e impedire l'affermazione politica dell'HPD. Nonostante ciò, il primo novembre, con operazioni di voto svoltesi in un clima di ferreo controllo militare, l'HPD è riuscito nuovamente, seppur con fatica (10,4%)  a superare la soglia di sbarramento rovinando i progetti dell'AKP (partito per la Giustizia e lo Sviluppo del Presidente Erdogan) il quale, seppur ottenendo di poco la maggioranza assoluta dei seggi (316 su 550 con poco più del 49,46% dei voti), non ha ottenuto la maggioranza necessaria (330 seggi) per modificare unilateralmente la costituzione per trasformare la Turchia in una repubblica presidenziale, come avrebbe voluto.

Ai proclami di vittoria di Erdogan in nome della stabilità, rimane alta la tensione e si moltiplicano scontri, proteste dei kurdi e repressioni.

Sinistra Ecologia Libertà continuerà nell'attività di monitoraggio diretto della situazione grazie agli importanti rapporti allacciati con i rappresentanti del HPD e si è già attivata presso il Governo italiano affinché a livello internazionale vengano fermamente condannate le nuove operazioni di polizia che, fin dal giorno successivo al voto, hanno già prodotto nuovi morti e feriti nelle municipalità dove HDP ha avuto la maggioranza, per una rapida soluzione della questione curda.

Proprio oggi la Commissione europea, nel capitolo dedicato alla Turchia del rapporto sui Paesi candidati all'adesione alla Ue risponde sottolineando che negli ultimi dodici mesi, in Turchia sono stati fatti "importanti passi indietro", soprattutto per quanto riguarda la libertà di espressione e di assemblea. Rimangono, sottolinea la Ue, "ancora gravi carenze", e si attende ancora la fine delle violenze e una soluzione della questione curda.

Lapo Pasquetti  Sel Cremona

 

 

 

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