Venerdì, 21 giugno 2024 - ore 09.02

Sempre più indietro | Benito Fiori (CR)

UE Divieto della vendita delle auto a benzina e gasolio dal 2035, il Governo italiano, ha espresso tutta la sua critica.

| Scritto da Redazione
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2 novembre 2021 , Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, poteva dire: «Stiamo vivendo giorni straordinari, giorni che non ritorneranno, giorni che – se sfruttati al meglio – ci faranno sentire persone migliori, come la generazione che è riuscita a salvare il Pianeta dalla catastrofe climatica. In alternativa, saremo solo coloro che “si sono scavati la fossa da soli”.» Oggi, quelle parole dovrebbero essere molto diverse.

A fronte delle sagge scelte di qualche giorno fa del Parlamento UE e di qualche mese fa della Commissione europea sul decisivo tema dell’abbattimento delle emissioni di gas serra, ovvero il divieto della vendita delle auto a benzina e gasolio dal 2035[1], il Governo italiano, per bocca del suo Vice Presidente del Consiglio e del suo Ministro dell'Ambiente, ha espresso tutta la sua critica. In altre parole, riprendendo l’immagine del Segretario Guterres, si aspira solo da essere i “seppellitori” di noi stessi.

Il giudizio quindi sulla inadeguatezza culturale di questo Governo per la cura del Bene Comune degli italiani non può che essere allarmante. Si sceglie di continuare a seguire, costi quel che costi, il Pifferaio di Hamelin della crescita ad libitum dei consumi per raggiungere quella, sempre più sanguinante, dell’economia di mercato.

Quello che crea molta preoccupazione è la disinformazione nella quale sembra che navighi il Governo.

È da 166 anni[2] che la politica e l’economia sono informate dalla comunità scientifica dello stretto rapporto tra combustione delle fonti fossili ed aumento della temperatura dell’atmosfera! Ora si è al punto che, se non si interviene subito con determinazione, si mette in forse il futuro dei nostri giovani, se non addirittura della specie “homo”. A ricordarcelo è l’AR6 (Sixth Assessment Report) dell’IPCC WGIII (III Gruppo di Lavoro del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) dell’aprile 2022[3].

Non mancano soltanto, tuttavia, nozioni storiche premonitrici. Ci sono infatti novità di molto significato che si stanno muovendo a dispetto dei nostri governanti: chiare sintonie stanno maturando tra l’importante mondo dell’alta finanza e le più alte istituzioni politiche internazionali. Questo è ciò che sta succedendo nelle stanze dei più grandi “fondi di investimento” a proposito de peggioramento del clima: Larry Flink, uno dei fondatori e attuale Presidente del colosso “BlackRock”, sin dal 2021 ammonisce i suoi CEO sparsi nel mondo[4] di prestare la massima attenzione ai cambiamenti in atto per favorire la difesa del clima, mentre nel 2022 informava di queste scelte i suoi clienti[5]. Non era da meno un’altra prestigiosa banca di investimenti, la "Norges Bank Investment Management"[6]. Sul fronte degli organismi internazionali, anche il G20, anche perché responsabile dell’80% delle emissioni, ha messo in agenda provvedimenti, anche clamorosi, per abbattere la concentrazione i CO2[7].

Non soltanto questo. Vi figura anche il ripensamento del Pil, il sistema di calcolo in uso oggi della ricchezza di un paese o di una area geografica. Da due anni presso l’ONU si sta affrontando criticamente lo studio di un nuovo metodo di misurazione di questa ricchezza. Ai dati statistici finora considerati vengono tenuti in conto quelli del “capitale naturale”, cioè quelli ambientali che il SEEA (Sistema di Contabilità Economico Ambientale) può già fornire, così da ispirare diversi modelli di sostenibilità per la produzione e per i consumi. In altre parole, si vogliono indirizzare le nazioni verso la sostenibilità sistemica delle economie.

Benito Fiori, referente dell’associazione “ABC-Alleanza Bene Comune”

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[1] Bruxelles, 1 Aprile 2022. «Dall'Ets alle rinnovabili, dalle emissioni auto alle foreste, sono tante le proposte normative studiate dalla Commissione Ue per ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 e portare l'Europa sulla giusta strada per diventare il primo Continente a impatto climatico zero entro il 2050 rendendo il Green Deal una realtà. … Rinforzati gli obiettivi di riduzione delle emissioni per agricoltura, trasporti ed edifici: passeranno dal 29% previsto oggi al 40%. Per l'Italia, il target sale dal 33 al 43,7%. Gli Stati membri (dell’UE, n.d.r.) dovranno condividere anche la responsabilità della rimozione del carbonio dall'atmosfera, con un obiettivo Ue equivalente al taglio di 310 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2030.» https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2023/02/14/stop-alle-auto-a-benzina-e-diesel-dal-2035-arriva-lok-delleurocamera_07a57eac-9731-46bf-bd12-7c4edb82c784.html

[2] 1856, Eunice Newton Foote (USA). È stata la prima scienziata ad aver teorizzato che la modifica della proporzione di anidride carbonica nell'atmosfera ne avrebbe modificato la temperatura. 

[3] Ginevra, 4 Aprile 2022. «Nel periodo 2010-2019 le emissioni globali medie annuali di gas serra hanno raggiunto i livelli più alti nella storia umana, ma il tasso di crescita è rallentato. Senza riduzioni immediate e profonde delle emissioni in tutti i settori, limitare il riscaldamento globale a 1,5°C è fuori portata. Tuttavia, ci sono prove crescenti dell'azione per il clima, hanno affermato gli scienziati nell'ultimo rapporto dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) pubblicato oggi e dove si può leggere che: Negli scenari che abbiamo valutato, limitare il riscaldamento a circa 1,5°C (2,7°F) richiede che le emissioni globali di gas serra raggiungano il picco prima del 2025 al più tardi e si riducano del 43% entro il 2030; allo stesso tempo, anche il metano dovrebbe essere ridotto di circa un terzo. Anche se lo faremo, è quasi inevitabile che supereremo temporaneamente questa soglia di temperatura ma potremmo tornare al di sotto entro la fine del secolo.» (https://www.ipcc.ch/2022/04/04/ipcc-ar6-wgiii-pressrelease/ )

 [4] «Da gennaio a novembre 2020, gli investitori in fondi comuni ed ETF hanno investito globalmente $288 miliardi in asset sostenibili, con un incremento del 96% rispetto a tutto il 2019. Siamo all’inizio di una transizione lunga ma in rapida accelerazione, che si dispiegherà per molti anni e trasformerà i prezzi delle attività finanziarie di ogni tipo. Adesso sappiamo che il rischio climatico è il rischio di investimento. Ma siamo anche convinti che la transizione climatica rappresenti un’opportunità di investimento storica.» (https://www.blackrock.com/it/investitori-privati/2021-larry-fink-lettera-ceo)

[5] «La decarbonizzazione procede a velocità differenti nelle diverse aree dell'economia e del mondo. Gli shock che vediamo oggi nel settore energetico sono un esempio delle sfide poste dalla transizione. L'aumento degli investimenti nell'offerta di energie rinnovabili ha superato la riduzione degli investimenti nei combustibili fossili. Ora, l'incremento della domanda di combustibili fossili, con la ripresa dell'attività economica e un'offerta ridotta, ha fatto salire il prezzo e il consumo di gas, petrolio e carbone. Ci saranno momenti, come questo, in cui l'energia tradizionale offre buone performance: sono periodi che non devono essere intesi come in contrasto con la transizione, bensì come parte di essa.» (https://www.blackrock.com/it/consulenti/investire-nella-transizione )

[6] «... i direttori delle società che voterà contro la loro rielezione al consiglio se non alzeranno il loro gioco nell'affrontare la crisi climatica, le violazioni dei diritti umani ...».

[7] Roma, 31 Ottobre 2021. Nella dichiarazione finale del vertice del G20 di Roma si legge: «Riconoscendo l'urgenza di combattere il degrado del suolo e creare nuovi vasche di assorbimento del carbonio, condividiamo l'obiettivo ambizioso di piantare collettivamente 1.000 miliardi di alberi, concentrandoci sugli ecosistemi più degradati del pianeta.» (https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/10/31/g20-mille-miliardi-di-alberi-piantati-entro-il-2030_7abc204d-200f-4cdc-b346-7e1b821ec1f0.html )

 

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