Mercoledì, 17 luglio 2019 - ore 21.37

Sergio Cofferati Ceta Continuare la mobilitazione contro un accordo commerciale negativo

Il Parlamento Europeo ha dato la scorsa settimana il suo assenso all’accordo commerciale con il Canada, il “Comprehensive Economic and Trade agreement” (CETA).

| Scritto da Redazione
 Sergio Cofferati Ceta Continuare la mobilitazione contro un accordo commerciale negativo

Ho votato contro questo accordo, come tanti miei colleghi, perché lo ritengo pericoloso, fondato su un approccio alla politica commerciale neoliberista, che ha mostrato in questi anni i suoi effetti negativi, soprattutto per le fasce più deboli.Le giuste proteste dei cittadini europei contro questo accordo commerciale non hanno purtroppo portato alla sua reiezione a livello europeo, ma il percorso non è finito: l’accordo deve essere ora approvato da tutti i parlamenti nazionali dell’Unione Europea. La nostra battaglia deve quindi rafforzarsi e spostarsi a livello nazionale, lavorando perché il CETA sia bocciato in uno dei prossimi passaggi.

Il CETA non è negativo solamente per la assoluta mancanza di trasparenza con la quale sono stati condotti i negoziati, in cui l’influenza delle lobbies è stata fortissima e i cittadini e i loro rappresentanti non hanno potuto seguire passo per passo l’andamento delle trattative, ma anche per i contenuti dell’accordo raggiunto ed approvato dalle istituzioni europee. Presentato come un trattato che promuove crescita e lavoro, il CETA rischia di limitare i nostri processi decisionali. Democrazia, interesse pubblico e commercio equo sono minacciati, mentre l’accordo tutela gli interessi delle imprese multinazionali e dei loro investimenti.

Un primo elemento pericoloso è quello del meccanismo per la risoluzione delle controversie tra stati ed investitori. L’accordo prevede infatti una procedura specifica per difendere gli investitori esteri in caso di controversie sorte con il Canada o con uno degli stati europei. Tale meccanismo, sebbene modificato in seguito alle proteste, stabilisce un inaccettabile doppio standard tra gli investitori stranieri e quelli nazionali, mette in dubbio il diritto degli stati a introdurre nuova regolamentazione, anche per tutelare l’interesse generale, e indebolisce i nostri sistemi giuridici.

Un altro capitolo dannoso dell’accordo riguarda i servizi pubblici. Tutti i servizi, anche quelli nuovi stabiliti in futuro, saranno infatti aperti alla competizione, a meno che non siano inseriti in una lista definita da Canada ed Unione Europea. Tale approccio è molto pericoloso, favorisce le liberalizzazioni e indebolisce fortemente la possibilità per gli stati di riportare in mani pubbliche determinati servizi.

Il CETA non contiene inoltre nessuna norma vincolante per quanto riguarda i diritti sociali e dei lavoratori, condizione che sarebbe necessaria per un accordo che migliori davvero le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini europei e canadesi. Anche dal punto di vista della salute pubblica ed ambientale l’accordo suscita forti preoccupazioni, dal momento che non contiene nessuna menzione del cosiddetto ‘principio di precauzione’ e sembra contraddire gli impegni sulla lotta al cambiamento climatico assunti nel contesto della COP 21.

Queste sono solo alcune delle ragioni per le quali mi sono opposto al CETA, che ritengo pericoloso e fondato su un approccio profondamente negativo. E’ oggi necessario proseguire e rafforzare la nostra mobilitazione contro tale accordo e lavorare perché sia bocciato da uno dei parlamenti nazionali. Si deve contemporaneamente lavorare per promuovere un nuovo approccio nella politica commerciale europea, che miri a regolamentare la globalizzazione, proteggere lavoratori e consumatori, migliorare le qualità di vita dei cittadini europei, contribuire al raggiungimento dei nostri obiettivi sociali ed ambientali e preservare il diritto degli stati a legiferare per la protezione degli interessi generali.

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