Domenica, 25 settembre 2022 - ore 01.23

Settore gioco, i numeri di un settore piegato solo a metà dalla pandemia

La pandemia ha messo in serio rischio i settori produttivi in Italia.

| Scritto da Redazione
Settore gioco, i numeri di un settore piegato solo a metà dalla pandemia

In poco tempo è cambiato tutto, anche e soprattutto le abitudini dei consumatori. Questo perché è un po’ cambiato il mondo e non sempre in bene: la maggioranza dei settori ha subito un vero e proprio tracollo a più o meno tutte le latitudini e si sono registrati licenziamenti, riduzioni, cali di fatturato.

Uno dei pochi settori a tenere botta è stato quello del gioco, che ha trovato nel canale online una nuova strada. Il comparto del gioco legale in Italia ha così potuto far fronte ad una crisi senza precedenti, rimpinguata poi dalla guerra scoppiata ai primi del 2022 ed ancora in corso tra Russia ed Ucraina.

Il settore del gioco rappresenta un fiore all’occhiello, soprattutto per quel che riguarda il fatturato e gli introiti portati all’Erario.

A ben guardare i dati, il settore è centrale anche per quel che riguarda l’impiego che dà a centinaia di migliaia di lavoratori. Il sistema AWP-VLT sostiene ad oggi più di 50.000 dipendenti. Di questi 15.000 circa sono addetti diretti del settore, che lavorano cioè per operatori diretti o che svolgono attività in agenzia, sale e negozi di gioco. Un numero che aumenta a dismisura se si tiene conto del doppio ramo del settore: dipendenti diretti e, soprattutto, dipendenti indiretti, quelli che cioè non lavorano alle dirette dipendenze di un operatore.

Il numero di addetti sale a 150.000 dipendenti totali. Tra questi si annoverano anche specialisti in marketing che confezionano tutti i bonus presenti nelle piattaforme dopo attenti studi demografici e sul comportamento degli utenti. Da non dimenticare anche quanti sono quotidianamente impegnati nello sviluppo e nella implementazione di apparecchi e prodotti da gioco.

I dati sono forniti dalla CGIA di Mestre, forte dei dati provenienti da banche pubbliche, rilevazioni su categoria e stime, in collaborazione con il Centro Studi As.Tro.

Eppure anche il gioco ha visto ridurre drasticamente i suoi numeri, comunque alti ed importanti: da fine 2018 a fine 2021 sono andati via circa 8000 posti di lavoro, soprattutto nel biennio 2020-2021, quando cioè la pandemia si è fatta sentire con più forza. Una diminuzione del 15% circa, rispetto agli anni precedenti l’avvento del Covid.

Nonostante ciò il solo settore online, per quanto impossibilitato a farsi carico dell’intero gettito del settore, ha tenuto botta. Forte della migrazione di utenti, il canale online ha preso il sopravvento. Imponendosi come principale sbocco per l’intrattenimento degli utenti. Un trend, questo, destinato a salire nei prossimi anni.

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