Sabato, 15 agosto 2026 - ore 08.40

Si chiude lo Stradivari Festival a Cremona, quattro appuntamenti per tutti i gusti

La musica del Janoska Ensamble, il fascino di Isabelle Faust con lo Stradivari Bella Addormentata, i dialoghi archi/voce/pianoforte, le fiabe per cantare

| Scritto da Redazione
Si chiude lo Stradivari Festival a Cremona, quattro appuntamenti per tutti i gusti

Stasera l’Auditorium del Museo del Violino si riempirà del “soffio di aria fresca” del Janoska Ensamble: i fratelli Ondrej (violino), Roman (violino), Frantisek (pianoforte) e Arpad Janoska (voce), ai quali si aggiunge il contrabbasso Julius Darvas, danno vita a un genere musicale unico, frutto della contaminazione tra musica tzigana, classica, tango, jazz e un pizzico di pop. Il loro è un crossover di matrice colta, che attinge a una tavolozza di infinite nuance: da quelle di Johann Strauss Jr., Sergei Rachmaninov, Pablo de Sarasate, Franz Waxman, Pëtr Il’ic Cajkovskij, Astor Piazzolla, con incursioni fra Michael Jackson e Ennio Morricone, a quelle più ancestrali di ritmi popolari, vivaci o melanconici. Celebri capolavori sono stati trascritti per un ensemble che, con un virtuosismo carico di adrenalina, tecnica e sensibilità, è cresciuto all’interno di una famiglia di enfants prodige che ha trasformato il legame di sangue in intesa, sincronia e sintonia perfette.

Domani, sabato 10 ottobre, sono di scena Isabelle Faust (che suona il violino Stradivari Bella Addormentata, 1704) e Alexander Melnikov al fortepiano. Il programma della serata è un omaggio a tre grandi protagonisti della Prima Scuola di Vienna: Haydn, Mozart, Beethoven che, pur essendo contemporanei e viennesi di adozione, per ironia della sorte non si frequentarono mai. Gli anni dal 1778 al 1799, ai quali risalgono le sonate in programma, vedono affermarsi con entusiasmo febbrile l’uso del fortepiano, antenato del pianoforte, inizialmente di appena cinque ottave. Le sonate per violino e fortepiano offrono un terreno comune per apprendere la cifra stilistica dei tre autori e studiarne le peculiarità; l’esecuzione prevede l’uso del fortepiano, anziché del più moderno pianoforte, alla ricerca di quelle sonorità originali che contagiarono i protagonisti dell’epoca.

Nel matinée di domenica 11 ottobre, dedicato al dialogo fra archi e voce, il soprano Maria Grazia Schiavo, Francesco Fiore (che suona la viola Joseph Hill, Londra 1774 e la viola d’amore Raffaele Fiorini, Bologna 1894) e il pianista Roberto Prosseda danno vita a Mit und ohne Worte: lieder e duetti di Felix Mendelssohn, ai quali si aggiunge Partì Mmaria, canzone popolare marchigiana della Settimana Santa nella versione rielaborata dal compositore Nicola Sani.

L’appuntamento per i più piccoli di domenica 11 alle 17:00 è con le Fiabe per cantare, scandite dalla parola poetica di Roberto Piumini e dalle musiche di Andrea Basevi. Lo spettacolo, in collaborazione con il Conservatorio Niccolò Paganini di Genova e l’Associazione Sant’Ambrogio Musica, propone I violini innamorati e La voce di Augusto Cesarone, due fiabe dedicate agli strumenti musicali visti come propulsori di gioia e libertà, mentre la terza, Il ragazzo col violino, è una fiaba tradizionale nella sua struttura narrativa, scritta in un linguaggio a metà tra prosa e poesia, che gioca con la rima e con i suoni. La storia racconta di Patrizio, un vagabondo spensierato, che desidera avere un violino. La musica porterà Patrizio a incontrare un pappagallo dai poteri magici, una brigantessa pronta a rubargli lo strumento e musicisti diretti al palazzo del Re Sole per sciogliere, con le loro note, l’incantesimo che impedisce alla principessa Misterina di ballare.

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