Venerdì, 30 luglio 2021 - ore 02.01

Stati Generali Clima..consegnano Lettera a Mattarella tramite Prefetto Cremona

Tra le finalità della presenza a Cremona di Mattarella l’omaggio alle vittime della pandemia che ha colpito la nostra comunità più duramente che altrove.

| Scritto da Redazione
Stati Generali Clima..consegnano Lettera a Mattarella tramite Prefetto Cremona

Gli Stati Generali Clima e Ambiente consegnano Lettera al Presidente Mattarella tramite il Prefetto di Cremona

Lunedì 24 maggio una delegazione degli Stati generali Clima, Ambiente, Salute si reca in Prefettura a Cremona per consegnare una Lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita ufficiale il giorno seguente. Questo per rispettare l’organizzazione di una visita ristretta nel tempo e nelle modalità di partecipazione, sicuramente dovute a misure di precauzione anticovid-19.

Del resto tra le finalità della sua presenza a Cremona il Presidente Mattarella ha espressamente voluto l’omaggio alle vittime della pandemia che ha colpito la nostra comunità più duramente che altrove.

Indispensabile per ridurre il danno è stato sicuramente l’impegno di tanti medici, infermieri, volontari persino internazionali considerati “eroi” quando era utile nascondere le carenze del nostro sistema sanitario, a cominciare da quello lombardo, subito dimenticati quando hanno avanzato proposte di riorganizzazione e  riforma. 

La lezione che però è emersa in questo dramma planetario è che nessuno si salva da solo, né singolo, né città, né regione, né nazione. Che serve una moratoria sulla proprietà intellettuale dei vaccini, che serve una autonoma capacità produttiva di farmaci salvavita, un sistema sanitario più robusto e diffuso, migliaia di medici e infermieri in più, una medicina territoriale di prevenzione.

Serve una vera transizione energetica ed ecologica che sia giusta e sostenibile e che non veda i territori ancora colonizzati da insediamenti e infrastrutture pesanti ad alto inquinamento. Del resto indagini epidemiologiche nazionali e internazionali hanno dimostrato nelle aree più inquinate della Pianura Padana un aumento delle morti premature e, più recentemente, l’esistenza quantomeno di una correlazione tra  patologie respiratorie e cardiovascolari e grado di violenza del coronavirus.

Sì, per noi si tratta di violenza di un virus che ha messo in ginocchio l’economia, causato una grave crisi sociale, ucciso persone e seminato lutto in tante famiglie.

Per questo non possiamo prendere a cuor leggero i cambiamenti climatici, le emissioni di Co2 e i gas climalteranti, compreso il metano proveniente da allevamenti intensivi, il continuo sforamento dei limiti per polveri sottili e ultrasottili dovuto anche a una mobilità insostenibile .

Da troppo tempo attendiamo la conclusione dell’indagine epidemiologica dell’ATS Valpadana che aveva individuato tre possibili fonti di inquinamento da indagare e accertare: l’inceneritore San Rocco di Cremona, l’autostrada Piacenza-Cremona-Brescia, l’acciaieria Arvedi.

Come associazioni ambientaliste e del volontariato non facciamo altro che tenere viva l’esigenza di portare a compimento questa indagine, chiedendo alle Istituzioni locali di collaborare seriamente tra di loro.

Nella lettera al Presidente Mattarella chiediamo la sua disponibilità ad essere informato sugli sviluppi della vicenda , a ricevere al Quirinale i nostri Rapporti perché in gioco non ci sono solo dati conoscitivi da accertare ma la qualità stessa della nostra democrazia che deve essere improntata a principi di trasparenza, partecipazione, legalità.

Tra questi Rapporti quello sull’ecosistema del Po, sul ciclo dei rifiuti in Lombardia collegati ad una vera economia circolare, quello dello stoccaggio di miliardi di metri cubi di gas metano nel nostro sottosuolo. 

Da ultimo, ma non per importanza, si sottolinea come in questo drammatico passaggio storico sia urgente il  ripensamento dello stesso modello economico. Ci auguriamo che il nuovo Campus universitario   contribuisca a questo cambiamento e sappia inserirsi in un contesto internazionale che vede, tra le novità più recenti, lo studio in corso all’ONU per la revisione del metodo di calcolo del Pil finalizzato a favorire la sostenibilità sistemica e intervenire sulle ineguaglianze sociali.

 

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