Sabato, 03 dicembre 2022 - ore 06.25

Superti M Lettera aperta di un insegnante “mai nato” ad un precario “vivo”

| Scritto da Redazione
Superti M Lettera aperta di un insegnante “mai nato” ad un precario “vivo”

Caro Alex ( mi si permetta il tono confidenziale e diretto)
Da vecchio diplomato alle magistrali cerco di immedesimarmi nel tuo intimo sentire.
Io non ho intrapreso la tua “carriera” per motivi che ancora oggi non riesco a spiegarmi.
A quel tempo mi è bastato guadagnarmi un altro titolo di studio per entrare nel mondo bancario e ivi passare 37 anni della mia vita.
Ma il mondo della scuola mi è sempre rimasto nelle vene e non ho mai dimenticato gli studi fatti e gli insegnanti che mi hanno condotto al diploma.
In particolare ricordo , in uno con tutti gli altri,il professore di Storia e Latino ed il professore di Filosofia e Pedagogia.
Mi hanno insegnato a capire il mondo ed a rendermi conto che la cultura non significa sapere tutto, ma sapere dove andare a cercare.
Ricordo, fra le mille cognizioni, gli insegnamenti connessi alla lettura della vita e delle opere di Sergej Hessen: il nocciolo dei suoi contenuti era che bisognava fornire a tutti le stesse possibilità di partenza.
Non necessariamente tutti conseguivano  gli stessi risultati, ma quello era il principio.
Ora ,che  attualmente siano forniti a tutti gli stessi mezzi per accedere al sapere si delinea come una autentica ipocrisia.
Basta rilevare come è trattata la scuola pubblica e quella privata, contro la quale non ho nulla da dire, se non che,” chi la vuole se la paghi”, almeno.
Leggendo gli articoli  sulla stampa e sui media ho avuta una “leggera” sensazione che presto verrai  a trovarti in un mondo che non è  la causa principale della tua lotta: ne è tuttavia un tramite molto valido.
Così la insipiente incapacità  delle autorità preposte al mondo dell’insegnamento avrà ottenuto solo di aver allontanato definitivamente una persona valida e motivata dalla sua iniziale  ispirazione.
Spero comunque che non sia così.
Il modo come vengono trattati gli insegnanti rappresenta solo il degrado culturale di questa “povera Italia” , in omaggio al principio :” manteneteli poveri ed ignoranti e li avrete umili e sottomessi”.
I media di regime stanno dando una bella mano al raggiungimento dello scopo.
Ben vengano i frequentatori del Web  e coloro che ne insegnano a usare i mezzi, molto potenti, più di quanto pensano i nostri governanti attuali.
E’ probabile che presto se ne renderanno conto, a loro spese.
Africa docet.
Per concludere , mi vengono ancora alla memoria i miei primi maestri che pur vivendo modestamente non hanno mai avuto problemi di identità e di sopravvivenza :  mi hanno dato, con grande dignità , il modo di capire tutto ciò che si poteva capire per poter vivere con cognizione di causa gli anni  della vita  in costruzione.
Sono convinto che tu appartieni alla categoria di quegli insegnanti che ancora oggi mi ispirano. 
A te auguri di buon Lavoro.
http://www.mariosuperti.it

Cordialità e buon lavoro.
MARIO SUPERTI
CREMONA 

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