Lunedì, 06 dicembre 2021 - ore 21.17

SURANÙM A NÌCH (Soprannomi ad Annicco) | Agostino Melega [Cremona]

Ad Annicco è scoppiata in questi giorni una nuova pandemia, questa volta però solo metaforica e di gran lunga positiva:la suprannummite de Nìch

| Scritto da Redazione
SURANÙM A NÌCH (Soprannomi ad Annicco) | Agostino Melega [Cremona] SURANÙM A NÌCH (Soprannomi ad Annicco) | Agostino Melega [Cremona] SURANÙM A NÌCH (Soprannomi ad Annicco) | Agostino Melega [Cremona]

SURANÙM A NÌCH (Soprannomi ad Annicco) | Agostino Melega [Cremona]

Ad Annicco è scoppiata in questi giorni una nuova pandemia, questa volta però solo metaforica e di gran lunga positiva.  La chiamerò col nome pseudoscientifico di “suprannummite de Nìch”, perché è figlia dell’improvvisa cotta e passione per i soprannomi, che ha contagiato gli abitanti del borgo come una malattia, una volta che Giuseppe Carlo Brugnoli, detto Èl Brügna, si è deciso a raccogliere detti nomignoli.  

 Il fine è quello di pubblicare poi un libro sugli stessi pseudonimi inventati dall’immaginario e dalla fantasia dei compaesani. E c’è già chi si è fatto avanti come possibile sponsor di questo futuro testo ridondante di sorprese.

 Inoltre, non solo è partita la ricerca dei soprannomi della gente contemporanea,  ma anche di quella dipinta dal gergo popolare dagli anni Cinquanta in poi, coniati specificatamente all’ombra del San Giovanni Battista che svetta sul campanile a benedire gli abitanti del vetusto “Vico” romano. Infatti il suo nome topografico si è trasformato successivamente da “Vìch” in “Nìch”, e quindi successivamente in Annicco, prendendo piede probabilmente dall’espressione “vòo a Nìch” (vado a-Nicco).

 Ebbene, il buon Brügna non fa in tempo ad affacciarsi in strada che non venga fermato subito da qualcuno, al fine di aggiornarlo di nuove scoperte nello scandaglio della memoria collettiva. Ed allora ecco che emergono i nomignoli e gli appellativi del Bàarba, del Piéla, del Bìibe, del Ciòja, de ‘l Indiàn, de’l Mèencia, del Ciùma, dello Sgrèembul, della Caterìna préeta, della Ninòn, della Faéla e del Faelìn, e così via, in un numero tale di riferimenti da superare ormai le duecento indicazioni nominalistiche.

 Ad essi sono pure associati i riferimenti, calati addosso nel tempo, a giovani e brillanti calciatori del paese, con i riferimenti sovrapposti a quelli di grandi sportivi trasformati per magia in soprannomi, quali ad esempio Pelé e Sivori, che cancellavano alla radice i nomi e cognomi veri e propri, codificati all’anagrafe e dal battesimo. E’ evidente che non ci si limiterà ad un semplice elenco, ma si andranno a ricercare possibilmente le motivazioni e i collegamenti tali da associare, alle “invenzioni linguistiche” dei “suranùm”, determinate caratteristiche particolari fisiche e somatiche, professionali e di mestiere.  E’ evidente che se qualcuno dovesse essere rimasto “bollato” col soprannome di “Našòopia”, il riferimento non potrebbe essere che quello di avere un naso prominente. Ma per il momento non c’è nessuno qualificato in questo modo. Ed anche se ne fosse rintracciato qualcuno con tale o tali “micro-prese in giro”, lo si stralcerà rigorosamente dall’elenco.

 Và da sé, come ex annicchese, che mi sia messo a totale disposizione dell’iniziativa, col soprannome attraverso il quale due famiglie Melega, quella di William e quella di Fulvio, erano conosciute dal 1950 in poi ad Annicco, ossia “I Bulugnées (I Bolognesi)”.

Agostino Melega (Cremona)

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