Sabato, 31 luglio 2021 - ore 05.55

Svizzera. Tagli alla scuola

| Scritto da Redazione
Svizzera. Tagli alla scuola

CORSI DI LINGUA E CULTURA ITALIANE
Una nota del Coordinamento Enti Gestori Iniziative Scolastiche in Svizzera
“In Svizzera anche il nuovo anno scolastico parte all’insegna dei tagli”
“Italiani all’estero, potenzialità da sfruttare nella politica di promozione linguistica”

BASILEA – “L’anno scolastico 2011/2012 in Svizzera è oramai alle porte. A partire da metà agosto nella maggior parte dei Cantoni svizzeri riprenderà la scuola pubblica e con essa i corsi di lingua e cultura italiana. Purtroppo non tutti gli alunni dei corsi LICIT (della Fondazione Fopras, ndr) ritroveranno la propria aula e il loro docente. Ancora una volta il nuovo anno scolastico per i corsi Licit si aprirà all’insegna dei tagli”. Così in una nota il Coordinamento Enti Gestori Iniziative Scolastiche in Svizzera.

“A seguito – prosegue la nota - degli ennesimi tagli subiti dagli enti gestori (riduzione dell’11% del contributo ministeriale rispetto al 2010, al quale deve aggiungersi l’effetto del cambio svantaggioso che fa lievitare il taglio al 20%), saranno chiusi circa un centinaio di corsi che si vanno a sommare ai 150 corsi già soppressi nel biennio precedente. Nel triennio 2008-2011 gli enti gestori in Svizzera si sono visti ridurre i contributi MAE del 47% in euro, del 60% in valuta locale. Una situazione frutto dei tagli lineari degli ultimi anni. Tagli che per lo Stato hanno magari un vantaggio economico immediato, ma con effetti devastanti sulle attività svolte. Così nel giro di soli tre anni si è destabilizzato il cosiddetto “sistema a gestione mista” (enti-amministrazione) che negli ultimi 15 anni, nonostante una serie di criticità, aveva prodotto risultati positivi e contribuito in maniera determinante a promuovere la lingua e la cultura italiana in Svizzera.

Contrariamente a quanto sostenuto da certi esponenti politici, promuovere la diffusione della lingua italiana tra gli italiani all’estero non rappresenta affatto una visione antica della promozione culturale. I discendenti degli emigrati italiani, giunti oramai alla terza o quarta generazione e che spesso hanno conoscenze oramai minime dell’italiano, rappresentano – sottolineano gli Enti Gestori - un enorme potenziale culturale ed economico. Per sfruttare questo potenziale è necessario  abbandonare la politica dei tagli lineari e sostenere interventi di ottimizzazione e di rilancio del settore. Nel settore dei corsi di lingua ciò significa premiare quelle iniziative, tra le quali quelle gestite dagli enti, che hanno dimostrato un impiego efficiente delle limitate risorse finanziarie e allo stesso tempo hanno saputo coinvolgere un numero crescente di persone. Nessuno mette in dubbio che la recente manovra finanziaria fosse necessaria e che è il momento di condurre una politica di rigore. Una politica di rigore seria che sia allo stesso tempo una politica di crescita richiede interventi mirati e prioritari. La promozione linguistica e culturale per un paese come l’Italia è – conclude la nota - una priorità da cui dipende anche la crescita dell’economia”. (Inform)

fonte
http://www.mclink.it/com/inform/art/11n14123.htm


 
 

 

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