Martedì, 15 giugno 2021 - ore 10.01

Traffico rifiuti, bloccati container di Raee e 71 ton di plastica dirette in Malesia

Agenzia Dogane: «I rifiuti non imbarcati vengono rispediti alle regioni italiane di provenienza per il successivo corretto smaltimento con spese a carico delle aziende esportatrici»

| Scritto da Redazione
Traffico rifiuti, bloccati container di Raee e 71 ton di plastica dirette in Malesia

I funzionari della sezione di Voltri dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm) hanno bloccato, solo nel mese in corso, delle «ingenti esportazioni illecite di rifiuti attraverso il terminal di Genova-Pra’» e dirette in Malesia, ormai da anni uno dei principali Paesi di destinazione – in modo legale o meno – dei nostri scarti, soprattutto da quando la Cina ha iniziato a dire stop all’import di rifiuti dall’estero.

Il caso più recente riguarda «l’irregolare esportazione verso la Malesia di numerosi sacconi di merce, circa 71 tonnellate di peso dichiarata come “polietilene tereftalato rigenerato”, in quanto mancavano del tutto i permessi rilasciati dalle autorità locali per l’impianto destinatario della merce nel sud-est asiatico.

Le prove di laboratorio Adm hanno evidenziato anche la palese contaminazione di molte tonnellate di truciolato di plastica derivante da bottiglie di Pet sporche e semplicemente macinate senza ulteriori trattamenti».

Non si tratta di un caso isolato: già un anno fa Greenpeace aveva attenzionato ben 1.300 ton di rifiuti in plastica che sarebbero stati spediti illegalmente dall’Italia ad aziende malesi. Secondo l’associazione ambientalista, infatti, nei primi nove mesi del 2019 su un totale di 2.880 tonnellate di rifiuti in plastica spediti per via diretta dall’Italia alla Malesia, il 46% sarebbe stato inviato a impianti privi delle autorizzazioni necessarie.

Ma nel mirino naturalmente non c’è solo la plastica. Alcune settimane fa la Divisione sostanze pericolose del dipartimento dell’Ambiente della Malaysia ha ringraziato i funzionari Adm di Voltri «per lo stop all’imbarco di alcuni container contenenti scarti di vecchi router e altre periferiche per computer (configurabili dunque come rifiuti elettrici ed elettronici o Raee, ndr). Si è così scongiurata – dichiarano dall’Agenzia – la violazione della Convenzione internazionale di Basilea sui movimenti transfrontalieri di rifiuti; la Malaysia, oltre a classificare come pericolosi i rifiuti elettronici sin dal 2005, non essendo un Paese membro dell’Ocse, non può ricevere questo tipo di rottami dall’Europa».

Che fine fanno questi rifiuti, intercettati dall’Agenzia delle dogane? «I rifiuti non imbarcati vengono rispediti alle regioni italiane di provenienza per il successivo corretto smaltimento con spese a carico delle aziende esportatrici», spiegano dall’Adm.

Un po’ quanto da Legambiente chiedono di fare con altri 212 container italiani contenenti rifiuti spediti illegalmente in Tunisia, che ora dovrebbero rientrare nei patri confini per essere – finalmente – gestiti dove sono stati generati, ovvero in Italia. Per farlo però occorre una filiera di gestione integrata dei rifiuti che nel nostro Paese mostra – com’è evidente dai numerosi tentativi di export, illegali o meno – ampie lacune.

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