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Turismo lento e solidale non per caso, ma per intenzione progettuale
Borghilenti Festival apre la sua terza edizione, domani alle 17, con un incontro istituzionale, dedicato al futuro dei piccoli paesi lungo la ciclovia VENTO e oltre
Milano, 28 maggio 2026 – Borghilenti è un progetto di turismo lento, inclusione sociale, riqualificazione urbana e riabilitazione culturale a Castelnuovo Bocca d’Adda, ma non solo per Castelnuovo Bocca d’Adda. Finanziato attraverso il Bando Attrattività dei Borghi del Ministero della Cultura a valere sul PNRR, il progetto è arrivato alle battute finali, portando a compimento in quattro anni tutti gli interventi previsti.
Un percorso progettuale costruito dal Dipartimento di Architettura e Studi urbani-DAStU del Politecnico di Milano e dal Comune di Castelnuovo Bocca d'Adda (Lodi), che insieme hanno scelto di cogliere l’opportunità della ciclovia nazionale VENTO, ancora in fase di realizzazione, per pianificare e progettare una politica pubblica di rigenerazione territoriale entro una cornice valoriale capace di proteggere il paese da possibili derive di turismo di massa, consumistico e dissipativo. Questi temi, insieme con gli importanti risultati di fine progetto conseguiti grazie alle risorse del PNRR, saranno al centro domani alle 17, a Casa Peroni, dell’incontro istituzionale “Turismo lento e solidale non per caso, ma per intenzione progettuale”, in apertura della terza edizione di Borghilenti Festival.
L’esperienza dell’ostello solidale Casa Peroni - Capanna Twin, come simbolo del modello di rigenerazione che Borghilenti incarna e vorrebbe estendere oltre i confini del Comune e al di là della durata del progetto, sarà il focus del dialogo tra le figure istituzionali presenti: Marcello Schiavi, sindaco di Castelnuovo Bocca d’Adda, Paolo Pileri, professore del Politecnico di Milano e responsabile scientifico dell’intero progetto, Monica Giorgis, direttrice della Cooperativa Amicizia, ente gestore dell’ostello solidale, e Alessandro Delpiano, segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po.
«Borghilenti ha delineato un modello di turismo sostenibile che, entrando in punta di piedi nel paese e facendo leva sui valori più autentici della lentezza, avvia e sostiene occasioni di inclusione sociale, di riqualificazione urbana e di riabilitazione culturale», ha dichiarato il professor Paolo Pileri. L’incontro di domani, infatti, «sarà non solo un momento di restituzione pubblica degli importanti esiti conseguiti grazie al lavoro di squadra tra Comune e Politecnico di Milano, che ha permesso di coordinare tutti gli interventi, portando al raggiungimento degli obiettivi del progetto e utilizzando al meglio le risorse del PNRR, attivandone anche altre» spiega il sindaco Marcello Schiavi.
«Vogliamo che l'esperienza Borghilenti si ripeta in altri paesi bagnati dal Po e attraversati, o prossimi, alla ciclovia VENTO» aggiunge Alessandro Del Piano. «Il cuore pulsante del processo di rigenerazione avviato a Castelnuovo Bocca d’Adda è Casa Peroni» ricorda Monica Giorgis, «da quando abbiamo aperto abbiamo ospiti pressoché tutti i giorni, e per i nostri ragazzi il lavoro presso l’ostello è un’occasione educativa e formativa unica».
Nei primi due mesi di apertura l’ostello ha registrato oltre 200 pernottamenti e accolto 55 ospiti provenienti dall’Italia e dall’estero. Un ospite su tre è un cicloturista e uno su tre proviene da altri Paesi europei: segnali concreti di una capacità attrattiva che sta già inserendo Castelnuovo Bocca d’Adda in reti e flussi internazionali di turismo lento. Casa Peroni è stata progettata per operare in sinergia con il paese: l’ostello non offre servizi di ristorazione interna, ma invita gli ospiti a usufruire dei bar e delle attività locali. Una scelta intenzionale che sta già producendo ricadute positive sull’economia del territorio, contribuendo a creare nuove opportunità di lavoro per le giovani generazioni.
E non è un caso che l’incontro conclusivo del progetto Borghilenti si svolga nella cornice di Borghilenti Festival: un festival nato proprio per raccontare una visione di turismo capace di rigenerare i territori e costruire attraverso il confronto tra istituzioni, cittadini, artisti e ospiti, modelli replicabili di benessere e buona amministrazione per molti piccoli Comuni italiani.
PROGETTO BORGHILENTI – IL BILANCIO FINALE Gli interventi previsti dal progetto Borghilenti, e portati tutti a termine entro le tempistiche stabilite dal PNRR, includono azioni materiali e immateriali, pensate per trasformare il paese in un laboratorio di rigenerazione territoriale e incidere concretamente sulla realtà di Castelnuovo Bocca d’Adda.
Tra le AZIONI MATERIALI ricordiamo:
• la ristrutturazione di Casa Peroni, nel centro storico del paese (affacciata sul Sagrato della Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria); da edificio prossimo al crollo, è oggi un ostello di circa 200 mq con tre camere, due private con bagno (una doppia e una tripla) e una con 7 posti letto in condivisione e bagno in comune; un ostello solidale a marchio Twin, arredato secondo i principi dell’economia del dono e del riuso, ovvero pressoché interamente allestito con mobili donati dai cittadini e restaurati con creatività da una designer di interni in collaborazione con un falegname locale;
• la riqualificazione del sistema degli spazi pubblici del centro storico del paese, a partire dal Sagrato della Chiesa (500 mq circa), passando per vicolo Peroni (450 mq circa) e arrivando alla piazza-parcheggio Vittorio Emanuele II (1.400 mq circa); questi spazi sono stati trasformati da spazi di passaggio e attraversamento in luoghi dove sostare e trovarsi, a beneficio tanto dei cittadini castelnovesi quanto dei turisti in viaggio lungo la ciclovia VENTO, che lambisce il centro storico del paese; la progettazione esecutiva di questi spazi è stata indirizzata da un unico progetto di fattibilità tecnico-economica che ha delineato una visione comune per questi e altri spazi pubblici del paese, la cui riqualificazione è in corso attraverso altri bandi di finanziamento che è stato possibile “catturare” anche grazie alla cornice di riferimento complessiva delineata dal progetto Borghilenti;
• la realizzazione di una rete di itinerari a piedi e in bicicletta attorno al paese, in connessione con la ciclovia VENTO: un percorso lungo 22 km attraverso il canale Gandiolo, la ciclovia VENTO e alcune strade bianche di collegamento tra fiume e canale; un percorso breve di 6 km attraverso il quale raggiungere la confluenza dell’Adda in Po; e un percorso intermedio, di circa 10 km, che cinge il l’abitato di Castelnuovo, passando a nord lungo il canale Gandiolo, a ovest e sud su vicinali di campagna e a est attraverso il centro storico del paese; la tabellazione di questi percorsi è ancora in corso e si concluderà entro la fine del mese di giugno.
Tra le AZIONI IMMATERIALI ricordiamo:
• il coinvolgimento di 25 ragazzi con fragilità nella gestione dell’ostello solidale Casa Peroni - Capanna Twin, accompagnati da 9 educatori; la gestione solidale dell’ostello è l’esito di un percorso di co-progettazione avviato con la Cooperativa Amicizia di Codogno, che attraverso una concessione quinquennale ha preso in gestione l’ostello;
• la redazione di un piano di tutela del centro storico, attraverso il quale indirizzare l’azione di cura degli edifici del paese, orientando a un codice di riferimento comune le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria che, per parti e in tempi diversi potranno essere messe in opera dai cittadini;
• l’organizzazione di attività laboratoriali rivolte ai cittadini (che hanno coinvolto nel tempo un centinaio di persone su una comunità di 1.500 abitanti), ai bambini della scuola materna e agli alunni della scuola elementare e media (oltre 150 bambini e ragazzi tra i 3 e i 14 anni), per creare consapevolezza attorno alle risorse custodite nel proprio territorio, rafforzare il senso di appartenenza a una comunità e individuare insieme i tratti sui quali ridefinire l’identità del paese, e valorizzarne storia e tradizioni;
• l’organizzazione di un festival in tre edizioni a partire dal 2024, che ha portato a Castelnuovo Bocca d’Adda oltre 200 ospiti (cantanti, attori, scienziati, scrittori, narratori), alcuni di rilievo nazionale, e che ha progressivamente coinvolto la comunità in un percorso di co-progettazione - attraverso la cosiddetta “Palestra” - in cui sono ora impegnati stabilmente oltre 30 cittadini, che permetterà al festival di proseguire oltre il finanziamento PNRR, e quello di Fondazione Cariplo che sosterrà una quarta edizione del festival nel 2027; nell’organizzazione del festival, a partire dalla sua seconda edizione, è coinvolto attivamente l’istituto secondario di secondo grado lnnovazione Apprendimento Lavoro (IAL), con gli allievi degli indirizzi di meccanica, grafica e ristorazione; fa da cornice a questa importante collaborazione il Protocollo d’Intesa sottoscritto nell’aprile 2025 tra IAL Lombardia e Comune di Castelnuovo Bocca d’Adda, insieme con Confcommercio Basso Lodigiano, Confartigianato Imprese Provincia di Lodi e Azienda Speciale Consortile Servizi Intercomunali;
• l’organizzazione di 3 residenze artistiche, ospitate in ciascuno dei tre anni di Festival, che hanno lasciato in eredità alla comunità:
o “Simbionti”, un murale su un edificio in via Umberto I, realizzato dall’artista bolzanino Matteo Picelli in arte Egeon; prendendo ispirazione dal mondo dei funghi, Egeon utilizza il micelio come metafora per rappresentare il tessuto sociale della comunità di Castelnuovo, vissuto attraverso la residenza artistica; o “La cucina di Castelnuovo Bocca d’Adda”, una video-installazione realizzata da Donpasta, nome in arte di Daniele De Michele, che a partire dal dialogo con gli abitanti di Castelnuovo ha costruito una sorta di “mappa affettiva” del territorio in cui ricette, tradizioni e racconti familiari diventano strumenti per raccontare l’identità del paese; o la realizzazione di un’installazione a cura di DEM, pseudonimo artistico di Marco Barbieri, che rappresenta una grande figura femminile legata simbolicamente all’acqua e alla presenza del fiume; una scultura mobile realizzata con bambù, paglia, corde e materiali raccolti nel territorio, nata dal confronto diretto con il paesaggio fluviale e con le persone che abitano il paese, e costruita collettivamente.
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