Lunedì, 27 gennaio 2020 - ore 11.20

Un importante raduno europeo discute di migrazioni e ruolo della religione

Rachel Bayani, rappresentante della Baha’i International Community: «Occorre un’inquadratura che permetta l’espressione dei poteri costruttivi della religione»

| Scritto da Redazione
Un importante raduno europeo discute di migrazioni e ruolo della religione

L’Ufficio di Bruxelles della Baha’i International Community (BIC) ha recentemente partecipato al più grande convegno europeo sui diritti umani e sulla democrazia, l’Incontro per l’implementazione della dimensione umana (HDIM). L’evento è stato organizzato dall’Organizzazione per la sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) e ha avuto luogo dal 21 settembre al 2 ottobre a Varsavia, capitale della Polonia. A 57 Stati dell’OSCE si sono aggiunte altre agenzie, tra cui varie strutture dell’OSCE, organizzazioni della società civile e una gamma di soggetti interessati.

La sessione sulla tolleranza e la non discriminazione, che ha affrontato in particolare la lotta contro il razzismo e la xenofobia, si è occupata della discriminazione contro le comunità religiose. Gli stati partecipanti dell’OSCE si erano già occupati della prevenzione dell’intolleranza e della discriminazione «favorendo lo sviluppo di politiche complessive di educazione nazionale» e «adottando misure per una maggiore sensibilizzazione».

Durante la sessione, Rachel Bayani, rappresentante della BIC, ha incoraggiato l’OSCE a riflettere su come i processi educativi e gli sforzi per costruire capacità possano rafforzare la coscienza collettiva dell’unicità del genere umano, soprattutto tra le generazioni più giovani. Nei suoi commenti, la signora ha dichiarato che «l’intolleranza e la discriminazione sono essenzialmente manifestazioni di una tendenza a identificarsi troppo rigidamente con alcune caratteristiche sociali, culturali, fisiche o di altro genere e a metterle al centro della propria comprensione di se stessi. Per favorire la prevenzione di queste rigide identificazioni, occorre trovare modi per rafforzare la consapevolezza collettiva della fondamentale unità del genere umano e per ampliare la comprensione della nostra onnicomprensiva identità umana primaria», ha proseguito.

La sessione sulla libertà di pensiero, di coscienza, di religione o di credo ha fornito l’occasione per discutere le attuali sfide al pieno esercizio del diritto di cui sopra nell’area dell’OSCE e i mezzi con cui tutti gli attori interessati, comprese le comunità religiose, possono lavorare insieme per affrontare queste sfide. Bayani ha detto che la promozione del diritto alla libertà di religione o di credo deve andare di pari passo con una più profonda comprensione di come la religione può contribuire al progresso della società. «Non è sorprendente che le percezioni di come la religione contribuisca alla società tendano a oscurarsi, date le espressioni distruttive delle credenze religiose che talora appaiono nel mondo e in Europa oggi», ha dichiarato. «Occorre avviare un processo collettivo di identificazione di un’inquadratura che permetta ai poteri costruttivi della religione di trovare espressione. La BIC incoraggia l’OSCE ad avviare un processo di esplorazione su come la religione, i suoi principi, i suoi concetti e le sue intuizioni, possano contribuire a risolvere i conflitti, a facilitare una maggiore armonia sociale e a creare società stabili e pacifiche».

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