Sabato, 21 settembre 2019 - ore 07.22

(Video) Shehryar Khan Afridi da Cremona chiede la solidarietà per il Kashmir occupato da 650mila soldati

Pienone e momenti di forte emozione ieri (21 agosto 2019) al Centro Pastorale, con la Sala Bonomeli gremita di oltre 200 persone, durante l'incontro con il Ministro pakistano Shehryar Khan Afridi - ministro alle Frontiere e all'Antidroga, in missione in Europa per sollecitare una mediazione e un intervento internazionale sul conflitto in Kashmir.

| Scritto da Redazione
(Video) Shehryar Khan Afridi  da  Cremona chiede la solidarietà per il Kashmir  occupato da 650mila soldati (Video) Shehryar Khan Afridi  da  Cremona chiede la solidarietà per il Kashmir  occupato da 650mila soldati (Video) Shehryar Khan Afridi  da  Cremona chiede la solidarietà per il Kashmir  occupato da 650mila soldati (Video) Shehryar Khan Afridi  da  Cremona chiede la solidarietà per il Kashmir  occupato da 650mila soldati


(Video) Shehryar Khan Afridi  da  Cremona chiede la solidarietà per il Kashmir  occupato da 650mila soldati

Pienone e  momenti di forte emozione ieri (21 agosto 2019)  al Centro Pastorale, con la Sala Bonomeli gremita di oltre 200 persone,  durante l'incontro con il Ministro pakistano Shehryar Khan Afridi - ministro alle Frontiere e all'Antidroga,  in missione in Europa per sollecitare una mediazione e un intervento internazionale sul conflitto in Kashmir.

Sul palco. oltre al Ministro, il console del Pakistan a Milano, Manzoor Chaudrhy, rappresentanti delle folte comunità pakistane del Centro Nord Italia (Brescia, Milano, Cremona, Reggio, Carpi, Modena), tra cui il sindacalista italo-pakistano di Carpi, Irfan Hayat, Don Antonio Pezzetti, la presidente della Consulta Comunale Stranieri di Cremona, Honorine Allangba.

Moderatore: Aftab Ahmed, mediatore culturale di Cremona. Tra i presenti anche il Prof, Alfredo Gardani, già sindaco di Spinadesco, Associazione Intercultura e Parinder Kumar, studente universitario indiano di Casteldidone, membro della Consulta I rappresentanti del comune non sono riusciti a intervenire in tempo, in quanto impegnati in Giunta.

Il periodo agostano non ha aiutato di certo. In attesa dell'arrivo del Ministro, Rosanna Ciaceri – Associazione Immigrati Cittadini - ha introdotto il tema dei diritti umani in Kashmir con l'aiuto di uno studente italo pakistano di Pioltello e la proiezione di immagini su quanto sta accadendo da anni nella zona, e che solo adesso, dopo la revoca dell'autonomia del Kashmir del 5 agosto da parte del governo nazionalista hindu di Modi, e la cancellazione dello statuto speciale  previsto dalla stessa  Costituzione indiana, la pesante repressione in atto è balzata all'attenzione internazionale, anche per il rischio di un conflitto di più ampia portata tra due paesi in possesso dell'arma nucleare.

Il Kashmir, hanno testimoniato tutti i presenti, è totalmente militarizzato, isolato dal resto del mondo, occupato da 650.000 tra soldati e forze di sicurezza, che colpiscono indiscriminatamente  i civili, uomini, donne, anziani e bambini.

Migliaia di persone sparite o arrestate, mutilate o ferite gravemente con l'uso dell'arma letale sparata dai soldati indiani, che mirano agli occhi dei civili, bambini compresi, per scoraggiare gli assembramenti nelle strade di Srinagar.

Non sono solo i pakistani a dirlo, ma gli osservatori per i diritti umani e l'ONU, che finalmente ha preso posizione, e denunciato la gravissima situazione.

ONU dove sei? Era infatti l'accorato appello dei presenti, e il richiamo del ministro Shehryar ai paesi europei perchè prendano netta posizione sul Kashmir e sulla discriminazione della popolazione in territorio indiano solo perchè musulmana.

Shehryar ha ricordato a più riprese l'unità della comunità musulmana, e i paesi che oggi sono solidali con il Kashmir, per la pace certamente ma anche per il contrasto a forme di apartehid e per la libertà “ Azadi” del popolo kashmiro.

Ma abbiamo anche sentito durante tutto l'incontro, e ci ha commosso, un “Grazie, Italia!” Il momento più emozionate è stato quando il Ministro ha fatto alzare tutti in piedi per ascoltare l'inno di Mameli e subito dopo l'inno nazionale pakistano, dopo che Irfan Hayat, da buon italiano, aveva ricordato l'Italia nata dalla resistenza e la lotta al fascismo.

 “Noi non siamo contro l'India paese, o gli indiani, ma contro le violazioni dei diritti umani e la repressione dei popoli, messe in atto dall'attuale governo, da Modi”, hanno dichiarato tutti. “Anche noi indiani, le minoranze non induiste: cristiani, sikh e musulmani, soffriamo da anni, da quando è salito al potere il partito nazionalista hindu, una forte discriminazione”, ci ha testimoniato Parinder Kumar di Casteldidone: “ In India oggi, sotto Modi,  hanno tutti paura. 

A New Delhi un nostro tempio Ravidass è stato raso al suolo su ordine del Governo e la censura è fortissima.” Un grazie anche dal Console Manzoor Chaudhry, e in particolare a chi ha ospitato l'evento, a Don Antonio Pezzetti, alla Caritas, che sui diritti umani non conosce ferie, dal momento che anche i conflitti e le guerre dimenticate nel mondo non  vanno mai in vacanza, anche se non se ne parla.

Shehryar Afridi, che ha colto l'accasione cremonese per una caloroso abbraccio alle comunità pakistane lombarde ed emiliane, dal 23 riprenderà la sua missione in Europa, a partire dall' Inghilterra, in cui è atteso nei prossimi giorni.

Video  acura della Comunità pakistana di Cremona

21 agosto 2019

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