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Kashmir Solidarity Day, Milano 5 febbraio 2017

Presidio autorizzato di sensibilizzazione sul Kashmir, Piazza Paolo Ferrari, davanti al Consolato indiano, dalle ore 13.00 alle 16.00. La comunita Pakistana di Cremona comunica che da Porta Venezia alle ore 11.30 partirà un pullman per Milano. Per prenotare contattare Aftab Ahmed cell.3401810646 Il viaggio è grauito

| Scritto da Redazione
Kashmir Solidarity Day, Milano 5 febbraio 2017

Con l'avvicinarsi della data aumenta la mobilitazione della Comunità pakistana italiana, che sta organizzando trasporti, pullman e auto private, da tutte le città del centro-Nord Italia, dove è più forte la presenza dei lavoratori pakistani. Si prevedono al momento almeno 2-3 mila partecipanti- ma  il numero potrebbe aumentare- senza contare gli italiani e le associazioni impegnate da sempre nella difesa dei diritti umani, che affolleranno la zona del presidio per una presenza pacifica ma determinata.

Quella di quest'anno non sarà più una semplice giornata di commemorazione, ma una richiesta precisa di responsabilità che la comunità pakistana e tutte le persone di buona volontà rivolgeranno alla comunità internazionale, ai governi europei, all'Italia, perchè non venga più tollerata la situazione di grave disprezzo della vita umana e della dignità delle persone, che si consuma ancora oggi in Kashmir,  a danno dei kashmiri musulmani, ostaggi nella loro stessa terra, a causa del braccio di ferro voluto dal governo nazionalista indiano.

I conflitti non sono né fatali né interminabili, senza grave rischio.

 Chi non impara dalla storia è destinato a ripeterla, si dice; due guerre mondiali si sono trasformate in una galassia di piccole e pericolosissime guerre locali, con lo stesso scenario: la “lotta al terrorismo”, e con la previsione di aumentare l'insicurezza globale con il pretesto di garantire la “pace”.

Strana parola: pace.

Per chi pratica sistematicamente la violenza, vuol dire soltanto uno scambio di minacce e di buoni affari.

Dove il “terrorista” è spesso un civile disarmato che chiede libertà e dignità per il suo popolo.

Dove chi protesta viene imbavagliato o scompare nel nulla, come nel caso di tanti attivisti kashmiri o giornalisti, quando non viene ucciso deliberatamente e a freddo sottogli occhi dei familiari.

La giustizia è assente da questo scenario. Nessun paramilitare finirà mai sotto processo.

Dovremmo chiedere che le leggi speciali che in Kashmir danno licenza di uccidere, violentare, opprimere, alle forze di sicurezza indiane, vengano abolite. Che i confini vengano demilitarizzati.

I chekpoint aboliti, le scuole libere e accessibili, i mercati pieni di vita e non di paura.

Che i buoni affari con il gigante indiano non siano il prezzo da pagare per il silenzio della comunità internazionale.

Che la bandiera kashmira sia lo specchio di un paese libero e sicuro per i suoi legittimi abitanti, e non soltanto il sogno dei pakistani italiani solidali con i fratelli kashmiri.

Partecipiamo numerosi a Milano al presidio del 5 febbraio:  è una domenica, ma la giustizia non va in vacanza !!!

Fonte Mian Aftab Ahmed Per la Comunità Pakistana Italiana  

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