Sabato, 14 dicembre 2019 - ore 05.35

Presidio di protesta per il Kashmir a Milano, 5 febbraio 2017 ore 13-18, sotto il Consolato Indiano.

Human Rights Watch ha da tempo denunciato casi di “desaparecidos, documentate dall'attivista Parvez, e segnalate all'ONU, di persone sparite nel nulla, di fosse comuni, oltre che i disagi quotidiani da parte dei civili impossibilitati ormai a vivere una vita normale, dopo il coprifuoco imposto a seguito dell'assassinio dell'attivista Burhan Wani.

| Scritto da Redazione
Presidio di protesta per il Kashmir a Milano, 5 febbraio 2017 ore 13-18, sotto il Consolato Indiano. Presidio di protesta per il Kashmir a Milano, 5 febbraio 2017 ore 13-18, sotto il Consolato Indiano. Presidio di protesta per il Kashmir a Milano, 5 febbraio 2017 ore 13-18, sotto il Consolato Indiano. Presidio di protesta per il Kashmir a Milano, 5 febbraio 2017 ore 13-18, sotto il Consolato Indiano.

La Comunità Pakistana d'Italia invita a una grande mobilitazione per il presidio di protesta autorizzato sotto il Consolato Indiano a Milano, il 5 febbraio, allo scopo di sensibilizzare la popolazione sulle gravissime violazioni dei diritti umani ai danni della comunità kashmiri nella zona al confine tra India e Pakistan.

Il conflitto India-Pakistan del Kashmir, nato nel 1947, è tra quelli di lunga durata potenzialmente più pericolosi per la stabilità dell'area asiatica, colpisce le comunità e le minoranze musulmane che sopravvivono a fatica,  vittime di azioni violente e rappresaglie dei militari indiani, con il pretesto della sicurezza. Il governo indiano da tempo usa il polso forte con il Kashmir, tiene sotto pressione le popolazioni e gli attivisti musulmani, per scoraggiare qualsiasi mira di secessione o autonomia, nel timore che il Pakistan voglia governare la zona.

Human Rights Watch ha da tempo denunciato casi di “desaparecidos, documentate dall'attivista Parvez, e segnalate all'ONU, di persone sparite nel nulla, di fosse comuni, oltre che i disagi quotidiani da parte dei civili impossibilitati ormai a vivere una vita normale, dopo il coprifuoco imposto a seguito dell'assassinio dell'attivista Burhan Wani.

In Kashmir sono censurati giornali e altri mezzi di comunicazione, per impedire di  documentare le violenze e atrocità subite dai civili, e tacere al mondo la verità.

La Comunità Pakistana d'Italia invita a solidarizzare con i kashmiri e a rompere il muro di omertà internazionale su una violazione dei diritti umani fondamentali di così lunga durata.

I popoli hanno diritto alla loro autonomia, all'autodeterminazione, a scegliere le forme di governo.

Invita i giornalisti, tutta la stampa italiana, a partecipare al presidio numerosa, anche per denunciare le violazioni del diritto alla libera informazione in una zona che somiglia sempre più ad un lager, con muri e reti di protezione.

Invita tutte le associazioni impegnate nei diritti umani presenti a Milano, e nel Nord, a esprimere concretamente la loro solidarietà al Kashmir, denunciando pubblicamente le gravi violazioni subite dalle comunità e far giungere alla comunità internazione, all'ONU, un forte appello affinchè  si metta fine al conflitto nel rispetto all'autodeterninazione del popolo Kashmiri.

Fonte Comunità Pakistana Italiana

1861 visite

Articoli correlati

Petizioni online
Sondaggi online