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Terreni sott’acqua a Crotta d’Adda

| Scritto da Redazione
 Terreni sott’acqua a Crotta d’Adda

Coldiretti Cremona: Terreni sott’acqua a Crotta d’Adda a causa del Canale Navigabile.
Due anni di denunce a tutela dell’agricoltura
Dal febbraio 2009 l’Organizzazione, con le imprese agricole, sta ponendo la questione all’attenzione di Aipo e Rappresentanti del territorio
“Da due anni Coldiretti Cremona, al fianco dei suoi agricoltori, sta denunciando, in tutte le sedi competenti a partire dall’Aipo, l’Agenzia Interregionale per il fiume Po, l’assurda vicenda dei terreni costantemente allagati a Crotta d’Adda, per effetto dell’affioramento della falda a causa delle perdite d’acqua del Canale Navigabile Cremona-Milano. Si tratta di una superficie di trentacinque ettari, posta sulla destra del Canale, totalmente sommersa. Il problema è emerso con evidenza nel febbraio 2009, quando gli agricoltori ci hanno segnalato la situazione. Con prontezza e costanza Coldiretti ha posto la questione in tutte le sedi possibili: a partire dall’Aipo, con una sequela di comunicazioni. La stessa questione è stata segnalata all’attenzione dell’Amministrazione Provinciale guidata dal Presidente Torchio nell’aprile 2009, e poi riportata, nel novembre 2010, all’Assessore provinciale all’agricoltura  Pinotti. Si aggiungano le ripetute note inviate in Regione Lombardia. Ci fa piacere sapere che, improvvisamente, non siamo soli ad interessarci della vicenda”. La presa di posizione, forte e chiara,  giunge da Coldiretti Cremona, in merito ai terreni agricoli costantemente allagati a Crotta d’Adda: trentacinque ettari di terra fertile,  proprietà delle aziende agricole Donzelli di Crotta, Parmigiani e Soffiantini di Pizzighettone. Terreni pressoché perennemente sommersi dalle acque a causa delle continue perdite del Canale Navigabile.
“Il nostro primo intervento risale all’inverno 2009, quando abbiamo denunciato all’Aipo, per la precisione all’Ufficio Gestione Navigazione Lombarda, il problema dell’allagamento dei terreni, chiedendo un immediato intervento. La nostra denuncia e i successivi sopralluoghi effettuati dall’Agenzia hanno chiarito la consistenza del problema – prosegue la nota di Coldiretti Cremona –. Dispiace sottolineare che, nonostante l’evidenza dei fatti rilevata negli stessi sopralluoghi dei tecnici Aipo, non sia seguito alcun intervento risolutivo da parte dell’Agenzia Interregionale”.
Nell’aprile 2009, con una ulteriore comunicazione, Coldiretti Cremona tornava a denunciare la problematica all’Aipo – rivolgendosi sia all’Ufficio Gestione Navigazione che alla Sede centrale di Parma –, mettendo al tempo stesso a conoscenza l’Amministrazione Provinciale (con nota inviata al Presidente della Provincia Giuseppe Torchio, nonché ad Assessori e Dirigenti dei settori Agricoltura e Ambiente) e l’Amministrazione Regionale (con nota ad Assessori e Dirigenti dei D.G. Agricoltura e D.G. Infrastrutture e Mobilità, il settore responsabile della navigazione sul fiume). Si chiamava in causa – spiega Coldiretti – anche l’Amministrazione Provinciale non in quanto Ente competente alla risoluzione del problema, ma perché sostenesse l’azione messa in campo, tesa alla tutela e al proseguimento delle attività produttive presenti sul territorio.
A questa lettera – che torna ad evidenziare il problema ed indica una stima dei danni superiore a 100mila euro – risponde la sola Amministrazione Provinciale, Settore Agricoltura, che  specifica di non avere competenza sulla questione.
Il 28 maggio 2009 Coldiretti Cremona e le aziende agricole rinnovano la loro denuncia all’Aipo. L’Agenzia, nella sua risposta, ammette le responsabilità del Canale Navigabile nella questione, conferma di aver segnalato l’urgenza dell’intervento alla Regione e assicura di aver provveduto ad attivare le procedure previste dai contratti assicurativi in essere. Sta di fatto che nulla più accade, né sul versante della realizzazione di un intervento che possa dare soluzione strutturale al problema né sul versante del risarcimento dovuto alle aziende agricole coinvolte.
Nel febbraio 2010, ennesima nota di Coldiretti Cremona alla Sede Centrale Aipo: si ribadiscono problematica, danni, richiesta di tempestivo intervento. La stima del danno arrecato alle imprese agricole, nel frattempo, ha raggiunto i 200mila euro. E’ a questo punto (mentre nel marzo 2010 arriva una risposta dell’Aipo che garantisce il finanziamento, da parte di Regione Lombardia, dell’intervento di sistemazione del Canale, così da giungere ad una soluzione strutturale) che Coldiretti decide di affidare il caso ad un legale che assista le tre imprese agricole coinvolte, non potendo tollerare oltre il tergiversare delle Istituzioni competenti. Altri passaggi sono nel frattempo seguiti. Fra questi, l’incontro nel mese di novembre con l’Assessore provinciale all’Agricoltura Pinotti, cui è stato affidato un dossier che ripercorre l’intera questione. Assodato che la competenza in materia non appartiene all’Amministrazione Provinciale, la richiesta è stata quella di affiancarsi a Coldiretti nel pressing su Aipo e Regione per giungere ad una definitiva soluzione del problema. 
“Ormai da due anni Coldiretti sta seguendo una vicenda che appare paradossale – ribadisce l’Organizzazione degli imprenditori agricoli –. Abbiamo percorso ogni via, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, dimostrando serietà e fiducia nelle Istituzioni. Oggi stiamo supportando le aziende, che  hanno deciso di procedere attraverso uno studio legale per chiedere il sacrosanto risarcimento del danno subito in questi due anni. Non ci interessano i proclami, bensì il serio e quotidiano lavoro, al fianco delle nostre imprese. Fa piacere rilevare che ora, improvvisamente, altri si accorgano della questione. Una vicenda che sarebbe già risolta da tempo, se le istanze di Coldiretti avessero trovato la giusta – dovuta – risposta”.


 

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