I quesiti chiedono l'abrogazione di alcune delle scelte che il governo Renzi ha adottato sul lavoro, sulla scuola, sull'ambiente, sulla legge elettorale e, attraverso essa, sulla forma di governo. Scelte di marca nettamente conservatrice, perfettamente in continuità con una idea antidemocratica di governo del paese e con un modello economico fondato sulla riduzione dei diritti, a cui il ventennio berlusconiano ci aveva abituato.
Pensare, come fa il governo, che la scuola possa funzionare meglio se una persona sola sceglie chi deve insegnare, oppure che la libertà di licenziare senza motivazione siano la modernità tradisce una malafede insopportabile ancor più se farcita dalla solita retorica stantia del nuovo che, solo in quanto tale, sarebbe positivo, da contrapporre alla difesa dell'esistente. Oppure se si ricattano i precari della scuola proponendo loro di accettare un posto ovunque sia, penalizzando in particolare il Mezzogiorno, piuttosto che rimanere disoccupati. Forse ancora più agghiaccianti sono le norme che “liberalizzano” le attività di trivellazione in mare spacciandole per opere strategiche facendo violenza a quella che rappresenta, davvero, una delle nostre più grandi ricchezze:l'ambiente.
Piuttosto che puntare sulla riconversione ecologica dell'economia, come ad esempio stanno facendo gli Stati Uniti di Obama, individuando nel vincolo ambientale un volano per rafforzare l'attività di ricerca e innovazione tecnologica sulle fonti rinnovabili si sceglie la via "moderna" dei combustibili fossili.
I quesiti referendari parlano di queste scelte e ne chiedono l'abrogazione.
Certamente lo strumento referendario ha dei limiti. Certamente la sfida di raccogliere 500.000 firme entro la fine di Settembre per poter votare sui quesiti nel 2016 è enorme. Certamente una campagna referendaria non è, e non può essere, la scorciatoia per costruire un movimento progressista nel nostro paese.
Certamente non parla di tutti gli obiettivi che una sinistra del presente si dovrebbe porre. Ad esempio, non parla del grande esodo di interi popoli, in corso ormai da anni, delle tragedie che lo accompagnano e di come costruire un processo di integrazione oltre che di autentica accoglienza in Europa. Non parla della riforma del codice penale, un codice si marca fascista che permette di comminare ad un libero cittadino una misura restrittiva della libertà personale, chiamata misura di sicurezza, senza alcun processo come è accaduto in questi giorni a Bologna. Non parla della necessità di costruire un welfare davvero universale e di rafforzare il lavoro organizzato e non organizzato. Non chiede un quantitave easing for people come rivendica, giustamente, uno dei candidati alla leadership del partito laburista inglese. Non mette in discussione i dogmi neoliberali che ogni giorno producono un aggravamento del grande male di questo inzio millennio: la diseguaglianza. Non ne parla e nè potrebbe parlare di questi temi fondamentali e di tanti altri.
E' uno strumento parziale. Tuttavia è uno strumento disponibile a sostegno di 8 battaglie sacrosante. Ed è una opportunità di partecipazione per migliaia di persone che merita di essere colta anche per contribuire a riscrivere un alfabeto della sinistra possibile.
Ho segnalato ai promotori la necessità che il quesito sulla scuola trovasse una sintesi con le scelte del grande movimento di questi mesi su come proseguire nell'iniziativa contro il disegno di legge renziano. Rimango convinto della necessità di costruire un fronte più ampio e unitario a sostegno di una campagna referendaria autonoma sui temi della scuola che comprenda più quesiti. Tuttavia quello compreso tra le proposte affronta in maniera condivisibile nei contenuti uno dei nodi chiave del disegno di aziendalizzazione della scuola pubblica che caratterizza la controriforma renziana, quello del potere di chiamata diretta degli insegnanti da parte della dirigenza.
Come molti altri sono impegnato nel far si che movimenti e soggetti sociali riprendano la parola tornando protagonisti nell'opposizione alle politiche regressive in atto e nella costruzione di una progettualità alternativa, intanto penso sia cosa giusta firmare per questi 8 quesiti referendari.
Fonte : Francesco Sinopoli Facebook



