Lunedì, 18 maggio 2026 - ore 08.35

Amnesty Brutte notizie dal mondo

Anche marzo è stato un mese molto impegnativo sul fronte dei diritti umani.

| Scritto da Redazione
Amnesty Brutte notizie dal mondo


Anche marzo è stato un mese molto impegnativo sul fronte dei diritti umani. Tra ricorrenze e nuovi attacchi contro la popolazione civile, sono state tante le notizie. Proviamo a capire insieme cos’è accaduto.

L’esercito israeliano sta usando in Libano lo stesso copione del 2024, quando ha ucciso decine di operatori sanitari e devastato le strutture mediche. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, tra il 2 e il 15 marzo ci sono stati 28 attacchi alle strutture mediche con 30 morti e 35 feriti, mentre il ministero della Sanità libanese ha parlato di 40 operatori sanitari uccisi e 96 feriti, con cinque ospedali costretti a chiudere.

Questo perché, secondo Israele, ambulanze e strutture sanitarie sarebbero usate per coprire scopi militari. Ma a supporto di questa tesi non ci sono le prove. Gli ospedali e le ambulanze hanno uno status specifico di protezione, lo perdono solamente nel caso vengano realmente utilizzati per azioni militari, ma anche in questo caso pazienti e personale devono essere evacuati.

Israele verso la nuova legge sulla pena di morte

In Israele non si ferma l’iter del disegno di legge che prevede la pena di morte per le persone condannate per terrorismo. Infatti il testo è stato approvato dalla Commissione per la sicurezza nazionale del parlamento e i promotori sperano di arrivare all’approvazione definitiva prima della pausa prevista per la Pasqua ebraica. Con questa legge, di fatto, Israele si darebbe carta bianca per imporre condanne a morte contro le persone palestinesiin completa violazione del diritto alla vita.

Argentina 50 anni fa: l’inizio della dittatura

Giancarlo, il 24 marzo è stato il cinquantesimo anniversario del golpe in Argentina, quando la giunta militare guidata da Jorge Rafael Videla prese il potere. Non fu il primo colpo di stato nel paese, ma quello che accadde tra il 1976 e il 1983 non ebbe precedenti e segnò le generazioni successive.

Ci furono migliaia di prigionieri politici e 30.000 sparizioni. Tra le persone fatte sparire, c’erano anche donne incinte alle quali, nella maggior parte dei casi, vennero sottratti i figli e dati a famiglie di militari o vicine alla dittatura, col risultato che centinaia di bimbi e bimbe sono cresciuti nella menzogna. Leggi l’approfondimento.

“Di solito non accetto premi, ma questo ha un significato profondo, data la concomitanza con l’anniversario del colpo di stato del ’76 in Argentina, che per me e la mia generazione è una ferita mai chiusa; in quegli anni di buio e depressione, la pallavolo è stata la mia salvezza, la mia luce."

Julio Velasco, allenatore di pallavolo vincitore del premio "Sport e diritti umani" 2026

 

Riconoscimento facciale? No, grazie!

Il Parlamento italiano ha esteso fino al 31 dicembre 2027 la moratoria sull’installazione e sull’utilizzo di sistemi di riconoscimento facciale nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. Una buona notizia arrivata anche grazie al lavoro della Rete per i diritti umani e digitali di cui siamo parte. Il rinvio non basta, vogliamo il divieto totale dell’utilizzo dei sistemi di riconoscimento biometrico, sia “in tempo reale”, sia a posteriori. Approfondisci.

 

Due giorni di formazione sull’Educazione ai diritti umani

Il 9 e 10 maggio è stato organizzato un corso di formazione gratuito sulle metodologie di Educazione ai Diritti Umani in contesti non formali con l’obiettivo di favorire l’apprendimento, la socializzazione e lo sviluppo personale. Il corso è rivolto a persone attiviste di Amnesty International Italia e persone educatrici. Se ti interessa, compila il form.

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