Il mio amico e collega Sai Zaw, uno dei fotografi più noti del Myanmar, avrebbe potuto scappare, ma ha scelto di restare e ha dovuto vivere come un fuggitivo pur di continuare a raccontare la verità.
Nel maggio 2023, dopo il passaggio del ciclone Mocha, si è recato di nascosto nello Stato di Rakhine per documentare i danni. Dopo una settimana, è stato arrestato, interrogato, picchiato e poi condannato da un tribunale militare a 20 anni di carcere con lavori forzati. Il processo è durato un solo giorno.
Giancarlo, per favore, aiutami a chiedere la liberazione del mio amico Sai Zaw,