Dal 9 aprile 2016 Gabriella Benedini torna nella sua città natale, Cremona, con una grande mostra intitolata Concerto per Sofonisba Anguissola, curata da Paolo Bolpagni e promossa dal Comune di Cremona. Il riferimento a Sofonisba Anguissola, grande pittrice cremonese vissuta tra il 1532 e il 1625, si combina con la componente musicale, così importante nella produzione artistica di Benedini. Lei stessa spiega la genesi dell’idea di questa mostra: «Ho pensato di fare un omaggio a Sofonisba Anguissola dopo aver cercato la sua tomba nella chiesa di San Giorgio dei Genovesi a Palermo; in quella chiesa semibuia mi sono inginocchiata in meditazione riflettendo sui tanti coraggiosi passaggi della sua vita e sulla sua ammiratissima arte».
L’altro fattore fondamentale da cui è scaturita la concezione della mostra deriva dalla volontà di porre in relazione la figura di Sofonisba con il luogo che la ospita: anzitutto Cremona, città della musica e della liuteria, e il Museo del Violino, che è “tempio” del trinomio, unico al mondo, fatto di musica, suono e violini e di quel “saper fare liutario” che è patrimonio immateriale dell’Umanità.
«Riscopriamo insieme chi siamo stati», riflette il Sindaco del Comune di Cremona Gianluca Galimberti, «per capire dove vogliamo andare, come comunità, città e territorio. Quest’anno partiamo dal Cinquecento cremonese, riconoscendo figure grandi come Janello Torriani, Andrea Amati e proprio Sofonisba, non mettendole in una teca, ma lasciando che ci dicano oggi come essere nuovi e innovativi».
Benedini, ormai da più di vent’anni, continua a moltiplicare, come una liutaia nella sua bottega, i suoi singolari “strumenti musicali”, che nel tempo si sono arricchiti di forme, di differenti materiali e anche di sintesi, sempre alla ricerca della giusta metamorfosi, allo scopo di creare risonanze poetiche. In mostra saranno esposte diverse tipologie di opere di Benedini: le sculture della serie Mousiké, le grandi Porte del cielo, un’installazione di metronomi, cento libri d’artista collocati su leggii, ovviamente le sue celebri Arpe e cinque grandi alte vele in vetroresina bianca, concave come se dovessero accogliere il vento per salpare verso lidi lontani. Durante la mostra si terranno varie iniziative ed eventi collaterali, come concerti e incontri di approfondimento, che saranno ospitati nella seconda sala del percorso espositivo, dove sono collocati i leggii musicali.
Gabriella Benedini (Cremona, 1932) si diploma all’Istituto d’Arte di Parma e frequenta l’Accademia di Brera. Dal 1958 al 1960 vive a Parigi, dove tiene mostre personali e partecipa a collettive. Rientrata in Italia, ha la sua prima mostra milanese nel 1962 alla Galleria Bergamini, presso la quale esporrà fino al 1980; in seguito gallerie di riferimento a Milano sono Spaziotemporaneo, Studio Cavenaghi e Arte 92. Viaggia moltissimo. Attenta all’uso dei materiali, produce nel 1973-75 due film, Diutop e Doprenoi (perduto), e, superando il vincolo della bidimensionalità, la scultura entra gradualmente nella sua ricerca. Da molti anni vive e lavora a Milano.
Storico dell’arte, critico e curatore, i principali campi di ricerca scientifica di Paolo Bolpagni sono l’arte italiana ed europea dalla fine dell’Ottocento a oggi e i rapporti tra musica e pittura. È ricercatore universitario in Storia dell’arte contemporanea, direttore del museo Collezione Paolo VI - arte contemporanea di Brescia e presidente del Comitato scientifico della Fondazione Ragghianti di Lucca. È uno dei primi storici dell’arte a usare ampiamente i nuovi media: ha creato nel 2011 un canale YouTube di successo, Regola d’arte. Nel 2013 ha vinto il Premio Sulmona per la storia dell’arte.



