Il regista Valter Malosti affronta per la prima volta Pirandello con Il berretto a sonagli, al Teatro Ponchielli l’8 e 9 marzo (ore 20:30), confrontandosi così con uno dei testi più popolari del grande drammaturgo siciliano e con uno dei personaggi (Ciampa) più amati e controversi. I biglietti sono in vendita alla biglietteria del teatro, aperta tutti i giorni feriali dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 16:30 alle 19:30 (tel. 0372 022001/02). Questi i prezzi dei biglietti: platea e palchi € 22, galleria € 15, loggione € 10.
Curiosità relative allo spettacolo potranno essere scoperte grazie all’incontro, che si terrà presso il foyer del Teatro Ponchielli (Corso Vittorio Emanuele, 52) mercoledì 9 marzo alle ore 18:00, dove il critico teatrale del quotidiano La Provincia di Cremona Nicola Arrigoni incontrerà Valter Malosti e gli attori della compagnia (ingresso libero).
Il berretto a sonagli è uno dei testi più popolari del grande drammaturgo siciliano: l’allestimento di Malosti cerca di strapparlo allo stereotipo e tentando di restituire la forza eversiva originaria di quei “corpi in rivolta” posti al centro della scena che è anche labirinto: una feroce macchina/trappola. Un testo vivissimo grazie alla violenza beffarda della lingua, una sorta di musica espressionista e tragicomica, molto evidente nel testo scritto in dialetto siciliano, che è alla base di un lavoro originale di drammaturgia. Una versione schietta, dura, non “ripulita” del testo pirandelliano, affidata sia al dialetto della prima stesura, sia a un italiano derivato da questa, che assume in sé elementi dialettali, per permettere di affidare agli attori una partitura ritmica e musicale, tentando di recuperare anche una dimensione più autentica.
La prima redazione del testo, ritrovata nel 1965 e pubblicata solo nel 1988, può oggi diventare un mare linguistico in cui reimmergere il testo italiano, oltre che prezioso corto-circuito dal punto di vista dei contenuti. Questa prima versione, infatti, offre materia al regista per un lavoro di riscoperta e rilettura linguistica, infatti il testo è spesso duro, politicamente scorretto, a tratti ferocemente antimaschilista nelle battute. «Colgo nella pièce un carattere visionario come in Molière, e un andamento da farsa nera. Ciampa è per me un buffone tragico, come il Nietzsche di Ecce homo e l’Arnolphe de La scuola delle mogli», spiega Malosti). Il berretto a sonagli si inserisce dunque nel panorama delle rivisitazioni d’autore di Malosti, così come avvenuto per La scuola delle mogli di Molière, che ha riscosso gran successo di pubblico e critica nei teatri italiani per ben tre stagioni.



