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A Cremona la rassegna ‘Oltreibanchi’, lunedì al Ponchielli arriva ‘Perché’

Appuntamento al Teatro Ponchielli lunedì 7 marzo alle ore 10:00

| Scritto da Redazione
A Cremona la rassegna ‘Oltreibanchi’, lunedì al Ponchielli arriva ‘Perché’

Nell’ambito della rassegna di teatro per ragazzi Oltreibanchi, lunedì 7 marzo, alle ore 10:00, Stilema/Unoteatro mettono in scena al Teatro Ponchielli lo spettacolo dal titolo Perché, di e con Silvano Antonelli, con luci e suono di Sasha Cavalli. La durata è di 60 minuti e il biglietto viene proposto per le scuole a 5 €.

«Nel teatro, e in quello per ragazzi in particolare, può succedere che ci siano spettacoli che ti accompagnano per tanto tempo», spiega Antonelli, «a volte per tutta la vita. Così è stato per lo spettacolo Perché e per me. Ricordo quei giorni del ’93/’94 in cui facevo laboratori con bambini di scuola materna ed elementare. Creavo situazioni e inventavo sistemi per raccogliere i tanti perché dei bambini. Parlavo anche con i genitori. Mi raccontavano le piccole e grandi domande spiazzanti che i figli ponevano loro. Ricordo quando, dopo mille pensieri e mille tentativi, mi sembrava di avere trovato l’idea giusta. I bambini mi avevano fatto capire che gli adulti, quando erano indaffarati, non avevano tempo per rispondere. Da questa suggestione era nata l’idea che la scenografia fosse, semplicemente, un grande mucchio di giornali con sopra una poltrona rossa. Il mio personaggio era un padre, reduce dalle tante battaglie quotidiane, che arrivava a casa e voleva stare tranquillo a leggere il giornale. Uno strano pupazzo-figlio gli poneva un’infinità di domande e il padre era costretto a rispondere facendosi trascinare in un gioco di fantasie create proprio con i fogli di giornale. L’elemento che divideva (il giornale) diventava quello che consentiva di comunicare. I bambini mi avevano insegnato che, in uno spettacolo teatrale, il significante e il significato dovevano essere tra loro intimamente legati. I bambini, in fatto di semiotica teatrale, l’hanno sempre saputa lunga. Perché è uno spettacolo che, per la nostra Compagnia, ha avuto molta fortuna. Ha vinto premi e girato parecchio. In vent’anni molte cose si modificano. E io, recitando, le ho viste cambiare proprio guardando le pagine di quel giornale che, per vezzo e amore di verità, tenevo in mano all’inizio dello spettacolo e che avevo comprato proprio quella mattina in modo che fosse il giornale proprio di quel giorno. Così, pagina dopo pagina, ho visto passare politici, guerre, divi internazionali, pubblicità, fatti di cronaca. Lo stesso giornale dal bianco e nero è passato al colore. Il formato si è fatto più piccolo, con non pochi problemi di manipolazione. L’unica cosa che non è mai cambiata sono state le domande dei bambini. Come se fossero sempre nuove, attuali, universali. Così come gli interrogativi che ponevano e continuano a porre», conclude Antonelli.

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