Domenica, 28 giugno 2026 - ore 22.11

A Lodi ‘L’odore della plastica bruciata’, Menzani racconta periferie e nonluoghi

Appuntamento sabato 28 novembre, alle 18:00, a Lodi, al Centro Donne (Via Carducci, 7). Ci sarà anche la lettura di “Semi”, di Anna Costanza Tassotto Verdi

| Scritto da Redazione
A Lodi ‘L’odore della plastica bruciata’, Menzani racconta periferie e nonluoghi

Raccontare le periferie e i nonluoghi delle nostre città, raccontare la precarietà e la crisi economica, raccontare la nostra società, raccontarlo con una cruda ironia attraverso 13 racconti: questo è L’odore della plastica bruciata di Giovanni Battista Menzani. La presentazione del libro, edito da LiberAria, si terrà sabato 28 novembre, alle 18:00, a Lodi, presso il Centro Donne (Via Carducci, 7), con la presenza dell’autore del libro, l’architetto e scrittore piacentino. Seguirà una lettura del racconto Semi di Anna Costanza Tassotto Verdi, già presentato al Castello Sforzesco in occasione di Bookcity e alla Fabbrica del Vapore di Milano in occasione di Mediterranea 17 Young Artists Biennale, per la quale la giovane lodigiana è stata selezionata come scrittrice italiana. L’iniziativa ha il Patrocinio del Comune di Lodi ed è inserita nelle Conversazioni d’Autore. Chiuderà la giornata un aperitivo con gli artisti.

Un’immensa periferia globale e stereotipata, fatta di svincoli autostradali e capannoni prefabbricati, outlet di cartapesta e cartelloni pubblicitari. Un panorama desolante e spietato, popolato da persone disilluse e incattivite, apparentemente senza prospettive in un contesto sociale degradato e sfilacciato, caratterizzato dalla precarietà e da una pesante crisi economica. In un luogo anonimo e omologante. Quello di Menzani è un esordio narrativo potente in cui l’autore, con umorismo spietato e preveggente, racconta le sorti del nostro tempo con una cifra stilistica disincantata, mai cinica o crudele, ma dotata di grande sensibilità e carica umana. L’odore della plastica bruciata è una raccolta di tredici racconti surreali e grotteschi, piccoli frammenti di una vicenda umana più ampia, assurda e commovente. Un mondo che è il nostro e allo stesso tempo è altro. Un mondo all’eccesso, in cui cose che conosciamo crescono enormemente e giganteggiano, accettate dai personaggi come normali, senza ribellioni o fughe. Perché il loro è un mondo gigante, invisibile, che sta dentro il nostro.

Semi è invece ambientato in un futuro prossimo plausibile e forse per questo tanto inquietante; sullo sfondo di un freddo mondo scandito da regole governative severe, la protagonista Amalia si muove lieve, oscillando tra il ricordo di ciò che è stato e la percezione di quanto invece è: una realtà fatta di logiche produttive rigide e senza scampo, dove chiunque perda la possibilità di sostentarsi non ha più diritto alla propria libertà. Il racconto è una piccola storia di coraggio, quel coraggio banale ma straordinario che serve per vivere una quotidianità grigia con la determinazione di portare il bello dove non c’è.

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